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Disabili: manca un servizio "taxi"
Attualità

Disabili: manca un servizio "taxi"

«In questa città i disabili possono uscire di casa solo per andare a fare le visite in ospedale o per andare a lavorare, non per divertimento o semplicemente per diletto come capita per tutti gli

«In questa città i disabili possono uscire di casa solo per andare a fare le visite in ospedale o per andare a lavorare, non per divertimento o semplicemente per diletto come capita per tutti gli altri». A fare questa denuncia è Liliana Maschio, la presidente dell'associazione Arcobaleno che si batte per la "vita indipendente" delle persone che non possono camminare e si spostano esclusivamente sulla sedia a rotelle.

E per spiegare meglio la situazione dei suoi iscritti, una ventina, ma anche di altre centinaia di persone nelle loro stesse condizioni, ricorda che non tutti hanno un accompagnatore fisso. Con quanto lo Stato passa come pensione di invalidità e indennità di accompagnamento, i disabili possono permettersi una badante solo qualche ora al giorno e normalmente viene impiegata per le pulizie di casa, le commissioni e le esigenze più basilari.
«Se si vuole uscire la sera a mangiare una pizza, andare al cinema o ad incontrare degli amici, tutto diventa difficile -spiega la Maschio – Anche perchè non tutti, per spostarsi, hanno un'auto privata attrezzata in quanto costa cara e comunque non tutti si sentono abbastanza sicuri di guidare di notte o di macinare chilometri, considerando la nostra particolare situazione».

Per i soci dell'Arcobaleno, anche riunirsi è un problema logistico importante, perchè non sempre è possibile andare a prendere a casa tutti coloro che avrebbero diritto e voglia di partecipare agli incontri. Manca un servizio di trasporto per disabili sia in città che in provincia che sia slegato dagli aspetti sanitari e scolastici. «Abbiamo già fatto presente questa nostra scarsissima mobilità e ricordato che spesso, per questo motivo, molti disabili, soprattutto quelli che non lavorano, non escono mai di casa». La proposta è quella di istituire un "taxi per disabili", magari attraverso uno dei tanti mezzi attrezzati di associazioni ed enti trasportatori oggi sottoutilizzati per i tagli al trasporto "tradizionale".

L'Arcobaleno auspica che Regione, Provincia e Comuni trovino una forma di convenzione con gli enti trasportatori per le "chiamate" dei disabili che siano estese anche negli orari serali e nelle giornate festive, con un contributo sostenibile dell'utente. «Sarebbe un gran passo in avanti nella sostenibilità della vita indipendente di chi, come noi, non si rassegna a rinunciare alla qualità del proprio tempo libero. Anche perchè l'alternativa – conclude Salvatore Paonessa, segretario e tesoriere – è il ricovero in case di riposo che costano molto di più al sistema sanitario nazionale e annullano la qualità della vita dei disabili».

Daniela Peira

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