Profughi, da 25 ad 8 in tre giorniL'emergenza si è risolta da sè
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Profughi, da 25 ad 8 in tre giorni
L'emergenza si è risolta da sè

Si è sgonfiata in meno di tre giorni l'emergenza per l'ultimo arrivo di profughi nell'Astigiano, avvenuta nella tarda serata di giovedì quando un drappello di 25 persone, in prevalenza

Si è sgonfiata in meno di tre giorni l'emergenza per l'ultimo arrivo di profughi nell'Astigiano, avvenuta nella tarda serata di giovedì quando un drappello di 25 persone, in prevalenza siriani, sono stati trasferiti dall'aeroporto di Caselle a Villa Quaglina, rimessa in ordine, in tutta fretta, da volontari della Protezione Civile e bersaglieri. A ieri, infatti, erano rimasti solo in 8 perché gli altri erano già riusciti a trovare sistemazione presso amici e parenti o, per la maggior parte di loro, a ripartire verso le destinazioni europee che si erano previste. Perché ogni arrivo è un caso a sé. Nel piano di ripartizione che il Viminale ha disposto è previsto che gli sbarchi di immigranti (continui e copiosi in questi giorni) a Lampedusa e sulle coste meridionali dell'Italia, vengano stemperati in tutta Italia, con quote matematiche assegnate ad ogni provincia.

Per l'Astigiano si parla di 25/26 stranieri ogni 450 che arrivano in Piemonte. In questo ultimo caso si è trattato soprattutto di cittadini siriani in fuga dalla guerra, provenienti da famiglie di ceto medio-alto che hanno messo insieme tutti i loro risparmi per fuggire dagli spari e dai disordini che insanguinano la loro nazione. Nelle confidenze agli operatori che li hanno accolti, si sa che hanno pagato mille euro per la fuga dalla Siria alla Libia e altrettanti per giungere dalla Libia in Italia. Qualcuno di loro aveva ancora qualche soldo in tasca, altri erano già attesi ed organizzati da connazionali che hanno pagato loro biglietti aerei verso Svezia, Norvegia ed Olanda. Due di essi sono stati recuperati da amici che sono arrivati in auto da Parigi dove sono ritornati immediatamente contando su una rete di comunità connazionali pronte ad "assorbire" gli arrivi. Un fenomeno che è iniziato circa due mesi fa e che non accenna a diminuire stante le notizie quotidiane di sbarchi sulle coste del Sud Italia.

I primi ad arrivare furono i profughi ospitati nella palestra di frazione Gorzano di San Damiano; nel giro di qualche settimana anche loro sono stati "assorbiti" dal territorio tramite l'affido in famiglia, da connazionali o hanno proseguito il loro viaggio verso la meta che non era l'Italia. Più ferma la situazione al Santuario della Madonnina di Villanova, che di profughi ne ha visti arrivare una cinquantina. E' quasi una settimana invece che a Capriglio vivono, nell'ostello della ex canonica, 13 cittadini pachistani anch'essi fuggiti dalla Libia. La Prefettura, che coordina tutti gli arrivi dei rifugiati politici nell'Astigiano, ha calcolato l'approdo di 121 profughi dall'inizio dell'emergenza di cui 24 già sistemati presso famiglie ospitanti.

Ma per la maggior parte di loro l'Italia è solo un Paese di transito, il più vicino e facile da raggiungere in fuga dalla guerra. Villa Quaglina, struttura di accoglienza di proprietà della Diocesi, è entrata per la prima volta in questo "giro" di emergenza profughi e si è dimostrata fortemente adatta allo scopo. Per questo, il consorzio Coala e l'associazione Piam ha allo studio un progetto di gestione che consenta di utilizzarla come primo rifugio per i profughi appena arrivano nell'Astigiano prima che ripartano o venga trovata per loro nuova sistemazione. Una sorta di "sistema" nell'emergenza per non arrivare sempre con il fiato corto ogni volta che alla Prefettura vengono comunicati nuovi arrivi. E anche per scongiurare l'allestimento di tendopoli che rende molto più difficile e precaria la permanenza dei profughi sul territorio astigiano.

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