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Caccia vietata nei comuni intorno al ritrovamento del cinghiale affetto da peste suina africana

Primo provvedimento di urgenza dell’assessore alla sanità della Regione Piemonte

E’ arrivato nella tarda serata di ieri il primo provvedimento di urgenza per contenere il dilagare della peste suina africana riscontrata, in Piemonte, sulla carcassa di un cinghiale morto rinvenuto nelle campagne di Ovada.

L’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, in attesa   dell’ordinanza ministeriale che nei primi giorni della prossima settimana stabilirà in dettaglio l’elenco dei Comuni compresi nella zona infetta da Peste Suina Africana e le misure straordinarie da attuare per limitare la diffusione della malattia, dopo il caso accertato su un cinghiale  ha chiesto ai sindaci dei Comuni interessati di vietare sul loro territorio l’esercizio venatorio a tutte le specie, ribadendo la necessità di rafforzare al massimo su tutto il territorio di competenza la sorveglianza nei confronti dei cinghiali e dei suini da allevamento e di innalzare al livello massimo di allerta la vigilanza sulle misure di biosicurezza nel settore domestico, con particolare riguardo a tutte le operazioni di trasporto e di movimentazione degli animali, di mangimi, prodotti e persone.

I comuni interessati dal provvedimento sono 54.

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