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Canelli: il successo dello spumante va condiviso con l’enomeccanica

I protagonisti del comparto al Forum sul Metodo Classico

Forum Metodo Classico

Tradizione e innovazione, si può. Anche nel mondo del vino, che sul metodo, è il caso di dire, da secoli costruisce le proprie fortune senza rinunciare a strizzare l’occhio al futuro. Sempre più attento a “fare sistema” cercando strade di collaborazione sui temi ambientali e del design.
Sono questi i temi emersi dal quarto Forum nazionale sul Metodo classico che, sabato, ha aperto Canelli, Città del Vino. Appuntamento oramai classico, organizzato dal giornalista Vanni Cotrnero, come le bollicine che sono al centro di un terroir di cui ne è stata patria e genitrice. Proprio da questa solida base parte la riflessione di Alessandro Picchi, presidente delle Cantine Gancia, maison nella quale nel 1865 Carlo Gancia diede i natali al primo spumante italiano. Un valore mai sopito ma che l’attuale proprietà, controllata da gruppo russo di Roustam Tariko, vuol rilanciare, ben sapendo che da qui si deve partire. Puntando sulle eccellenze come l’Alta Langa e l’Asti 24 mesi metodo classico. Prodotti di punta di un’azienda vivace che guarda alle tradizioni.

Vale 40 milioni di bottiglie

Lo spumante metodo classico vale 40 milioni di bottiglie, con un mercato in espansione in Italia e all’estero. «Un settore che va molto bene – dice Giuseppe Martelli, già presidente del Comitato nazionale vini -Tra i motivi del successo ci sono tecnologia e ricerca, che trovano sintesi nell’industria enomeccanica e negli accessori per l’enologia».
Se il vino, e lo spumante in particolare, a Canelli “tira” c’è il comparto del packaging che, con una storia oramai quarantennale, si è imposto come leader incontrastato del settore a livello mondiale. Lo dicono i numeri emersi dal forum: il fatturato supera di gran lunga i 2 miliardi di euro, di cui almeno il 25% e made in Canelli. «Quando vado in Australia o negli Stati Uniti mi chiedono come fare per migliorare il loro Metodo Classico dico loro: venite a Canelli. la tradizione, l’esperienza e la capacità creativa sono alla base del nostro lavoro» sostiene Hicham Barida, della Barida International che fabbrica imbottigliatrice per spumanti di qualità.

Design emergente

Il design non è secondario e si sta imponendo sempre di più nel mondo del packaging, come emerso dalle parole di Graziano Bocchino, alla guida della Intercap che fabbrica chiusure per bottiglie. «La creatività si esprime innanzitutto in ciò che si realizza: le nostre capsule sono un esempio di tecnica e design, che possono essere personalizzate grazie a tecnologie avanzate». Guardando sempre di più alla sostenibilità ambientale. «Chi produce deve andare in questa direzione, non possiamo accettare che l’inquinamento rovini l’ecosistema e le bellezze che ci circondano».

Il ruolo della scuola

Tecnologia, tradizione, innovazione che non possono esimersi dalla formazione, terreno di base su cui costruire solide fondamenta. Ne è convinto assertore, da anni, Paolo Marmo, alla guida della Marmoinox e fondatore di una borsa di studio che ogni anno premia i migliori studenti dell’istituto Artom, scuola che sforna tecnici per l’industria di settore. «La nostra realtà va comunicata soprattutto ai giovani e dobbiamo farlo assieme alla scuola con percorsi formativi nuovi ed efficaci. Gli studenti devono capire che il lavoro in azienda non rappresenta un approdo pieno di incognite, ma una concreta proiezione di futuro e di crescita». Concetti di cui ne è sostenitore il sindaco Paolo Lanzavecchia. «Enologia e impresa trovano nel Metodo Classico un importante punto di incontro: per questo motivo ragionare sul comparto significa guardare all’insieme di cultura, paesaggio, economia e turismo».

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