Canelli, in Consiglio brutta litigatasui lavori all’Area 33
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Canelli, in Consiglio brutta litigata
sui lavori all’Area 33

Scoppiettante. Così si può definire il primo consiglio comunale del 2015 che, martedì, ha riunito alla sala “Piero Invernizzi” maggioranza e minoranza. Due schieramenti che si sono scontrati un

Scoppiettante. Così si può definire il primo consiglio comunale del 2015 che, martedì, ha riunito alla sala “Piero Invernizzi” maggioranza e minoranza. Due schieramenti che si sono scontrati un po’ su tutto, dalla colonia felina “sfrattata” dal cimitero all’”Area 33” piombata (quasi) inaspettata nell’aula. La nota d’avvio di una polemica che ha condizionato tutto il consiglio arriva in apertura di seduta, con la lettura, da parte del sindaco, di una lettera inviatagli dall’architetto Gianmarco Cavagnino, ideatore dell’area a ridosso dell’ex stabilimento Riccadonna. Nell’epistola il professionista stigmatizza le «azioni investigative dei due architetti del paese, Barbero e D’Assaro». Nel mirino degli esponenti del Movimento 5 Stelle il professionista era già finito per l’Atlante mondiale dei vitigni.

«Io mi chiedo dove fossero i due, dal 2010 a oggi, e mi stupisco che abbiano scoperto solo negli ultimi mesi la mia passione alla partecipazione sociale (nonostante tutto) e alla mia professione; do atto a Barbero di esserci arrivato già durante la campagna elettorale» scrive nella comunicazione al sindaco. Scatenando, l’ovvia, protesta dei due consiglieri che hanno preso di mira la convenzione stipulata tra Comune e Ragazzi 33 per il riutilizzo del grande piazzale, abbandonato, di via dei Prati. I quali, con un altro coupe de theatre, hanno rispolverato l’’interrogazione “orale”: argomento, proprio l’Area 33 e l’accordo sottoscritto che, secondo i grillini, prevedeva interventi gratuiti per 200 mila euro, non eseguiti, con un finanziamento pubblico di 15 mila euro. Convenzione che, sempre secondo Barbero, dovrebbe scadere alla fine di febbraio. Richiesta di risposta declinata dal sindaco, che ha annunciato di fornire spiegazioni solo dopo la formalizzazione scritta del quesito ritendo «scorretto» presentare un’interrogazione senza dare la possibilità di analizzare l’argomento.

Replica Gianmarco Cavagnino, ricordando che l’articolo 2 della convenzione stipulata a gennaio del 2010 cita testualmente: «“Resta inteso anche convenzionalmente che le suddette scadenze vanno intese in senso ordinatorio e non perentorio e che il loro mancato rispetto, in tutto o in parte, non produrrà sanzioni a carico della parte”. Ciò, dunque, sgombra il campo da ogni polemica, ancorchè artificiosa, sia su scadenze sia sugli interventi. I finanziamenti sono arrivati, e ne arriveranno ancora, per sistemare un’area di interesse pubblico». Clima avvelenato che ha pervaso il prosieguo della seduta, a cominciare dalla revoca di acquisizione dell’area di proprietà di Maria Agnese Cornaro in viale Risorgimento, appezzamento adiacente la caserma dei Carabinieri che il Comune aveva deciso di acquisire, una decina di anni fa, e adibire a parcheggio pubblico.

Ma una serie di cavilli burocratici, con strascichi anche legali, non avevano permesso il decollo del progetto. Passaggio importante l’approvazione della bozza di convenzione e il capitolato per la gestione in concessione del Palazzetto dello Sport di via Riccadonna. A chi sottoscriverà la nuova convenzione, ha spiegato il sindaco Gabusi, verrà affidata anche la gestione del campo di calcio. Un esperimento avviato dall’attuale gestore che ha dato ottimi risultati e da riproporre in futuro.

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