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Das sn, Salvi Silvana, Paolo Araldo e Daniela Araldo
Attualità

Canelli, la Croce Rossa ha inaugurato “India 5”, la nuova ambulanza donata dal Gruppo Araldo

Super accessoriata andrà ad arricchire il parco mezzi per il soccorso in Valle Belbo

Servirà tutta la Valle Belbo

Il parco-mezzi della Croce Rossa di Canelli si arricchisce di una nuova ambulanza. E’ stata donata dal Gruppo Araldo, del quale fanno parte la Paolo Araldo, Diam Sugheri e Belbo Sugheri operative nel settore dei prodotti enologici e delle chiusure con sede a Calamandrana, e inaugurata domenica scorsa nella sede di via dei Prati. Moderna e super accessoriata con tutti i dispositivi all’avanguardia per l’emergenza e il soccorso, sarà a disposizione della comunità non solo canellese ma dell’intera valle Belbo e delle aree confinanti. Con il nome identificativo di India 5, a tenerla a battesimo i vertici della Cri locale, guidata da Giorgio Salvi, e provinciale, i rappresentanti delle associazioni di volontariato e assistenza cittadine, il sindaco Paolo Lanzavecchia, il vicepresidente della Regione Piemonte Fabio Carosso e la famiglia Araldo, i fratelli Daniela e Paolo con la moglie Silvana alla quale è andato il ruolo di madrina.

Famiglia generosa

Il mezzo di trasporto dei malati non è la prima donazione alla Croce Rossa canellese da parte della famiglia Araldo. Già due d’anni fa, sempre al comitato canellese, gli imprenditori avevano donato un automezzo attrezzato per il trasporto di persone e disabili. Ora la nuova super ambulanza, con una dotazione tecnologica di prim’ordine, dispositivi sanitari di soccorso e per la guida con predisposizione per il servizio H24 per il 118, va ad aggiungersi alla dotazione del gruppo che, insieme all’opera di volontari e militi, è supporto prezioso sia nella quotidianità dei servizi sia nelle emergenze sanitarie più pressanti come le settimane più gravi della pandemia da Covid 19.

«Il nostro impegno perchè le nostre colline, bellissime, siano anche sicure e solidali»

Paolo Araldo, presidente del Gruppo Araldo, ha commentato: «La cultura del servizio e del dono fa parte della nostra storia famigliare e di imprenditori del mondo del vino. Come tutti dobbiamo molto a questa terra e agli uomini e donne che l’hanno resa bella e produttiva tanto da essere proclamata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che, tutti insieme, abbiamo fatto e, ora più che mai, dobbiamo impegnarci per fare in modo che queste nostre colline siano sempre sicure, accoglienti, amate, sostenibili e solidali. È il nostro futuro, quello dei nostri figli e dei nostri nipoti. Tutti, ognuno secondo le nostre possibilità e talenti, dobbiamo dare il nostro contributo».

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