«Sono onorato di questa prova di fiducia – ci confessa Guadagnin – Essere presidente di un gruppo come quello di Canelli, data la sua origine e le personalità che lo hanno composto, crea sempre un po’ di ansia. Quando si sente in giro che sta arrivando “Canelli”, tutti si aspettano professionalità ed efficienza».
La Protezione civile è nata dopo l’alluvione dalla voglia di prevenire e reagire alle calamità, ispirata dai volontari Trentini e Veneti accorsi nel 1994. Oggi in 50 non sono più solo volenterosi ma anche specializzati. «Per conformità del territorio e storia siamo preparati in scenari di dissesto idrogeologico – continua l’intervistato -Facciamo movimento terra con mezzi piccoli che arrivano dappertutto ed abbiamo una buona capacità di pompaggio con macchinari versatili. Siamo appena tornati dalla Toscana, intervenuti, come in Emilia, insieme alla Colonna Mobile del Piemonte».
Un sacrificio condiviso: «Ogni volontario presta gratuitamente il proprio tempo tendendo una mano a chi è in difficoltà – precisa – ma è sbagliato pensare che sia il sacrificio del singolo. Dietro ogni uomo/donna c’è una famiglia che abbraccia e sostiene la causa». L’attività di prevenzione al centro: «E’ una delle nostre mission: prevenire, prevedere e monitorare. Per questo, nell’ambito di periodiche esercitazioni, provvediamo alla pulizia degli alvei di rii e torrenti».
Prossimi obiettivi? «Il rafforzamento del gruppo cinofilo per la ricerca dei dispersi, partecipare ad un corso di salvamento fluviale. Il 24 maggio festeggeremo 30 anni dalla fondazione e a metà giugno ci sarà il campeggio per i ragazzi delle scuole».