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Attualità

Canelli, lettera alla politica: «Per ripartire bisogna essere uniti»

Preparata dal gruppo Insieme per Canelli e spedita a tutte le maggiori istituzioni italiane

Dal gruppo consigliera Insieme per Canelli

Un appello affinchè il dopo-coronavirus sia improntato all’unità di intenti, alla condivisione degli obiettivi e al coordinamento delle forze in campo mettendo da parte le contrapposizioni ideologiche e politiche per far ripartire l’Italia. Questo, in sintesi, il senso della lettera che il gruppo consigliare “Insieme per Canelli” ha inviato a tutti i presidenti delle regioni e alle autorità, comprese quelle governative, sul difficile momento che che il Paese sta vivendo e sulle prospettive per il futuro.

Il testo

«È a tutti evidente che, in questo periodo, ha funzionato bene quello che è stato fatto insieme, in maniera coordinata, mentre i principali limiti sono emersi quando si è voluto procedere in ordine sparso, rimarcare le differenze, cercare di smarcarsi sempre e comunque da un cammino comune – è l’incipit della lettera-appello -. Ora che s’intravvede l’inizio di nuove fasi di progressivo superamento dell’emergenza, riteniamo che sia fondamentale procedere uniti: meglio procedere insieme in un percorso che, come tutti i cammini, avrà delle imperfezioni, che in ordine sparso per mostrare ad ogni costo che ciò che ci divide è più importante di ciò che ci unisce». Non mancano le tiratine d’orecchie ai troppi solisti che guardano al domani in solitudine. «Quante volte in questi giorni tutte le autorità a vario livello, Presidenza della Repubblica, Governo, Presidenti Regionali, Prefetti, Sindaci, Protezione Civile e così via ci hanno richiamato a seguire tutti la stessa strada? Quante volte è stato detto che i risultati ottenuti sono dovuti all’impegno comuni di tutti noi italiani? Quante volte avete rimproverato chi non rispetta le regole di fronte all’unico obiettivo di salvare vite umane? Che ne sarebbe oggi dell’epidemia se ogni cittadino italiano avesse fatto di testa sua? Perché voi non fate quello che chiedete a noi Cittadini di fare? Abbiamo accettato di rinunciare alle nostre libertà, ai nostri affetti, alle nostre relazioni per il bene di tutti: perché non rinunciate anche voi a voler fare i primi della classe?». L’invito è quello di superare gli steccati ideologici e partitici. «A noi non interessa il colore del governo e non deve interessare a nessuno. Ora ci interessa tirarci fuori dalla crisi: per farlo siamo certi che si dovrà andare avanti in maniera coordinata. Altrimenti sarà la catastrofe. È più importante agire uniti, con gli inevitabili rallentamenti perché non tutti corrono alla stessa velocità, che dividersi per correre ognuno contro l’altro. La nostra forza è l’unione delle forze, non la divisione del pollaio tra quanti più galli vi siano».

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