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Canelli, nessun contagio alla casa di riposo Bosca

La struttura è stata chiusa già il 10 febbraio e questo ha consentito di tener fuori il Covid

Scelta lungimirante

Lo stop era scattato il 10 febbraio scorso, quando dalla Cina arrivavano le preoccupanti immagini sulla diffusione del coronavirus e alle compagnie aeree veniva chiuso uno scalo dopo l’altro. Decisione che, con il senno di poi, avrebbero dovuto adottare tutte le Rsa d’Italia, strutture di accoglienza per anziani risultate veicolo micidiale per la trasmissione del virus e, purtroppo, teatro di migliaia di decessi.

Isolamento efficace

«Con lungimiranza, e un po’ di fortuna, decidemmo di chiudere la casa di riposo “Giulia e Rachele Bosca” ai visitatori, foss’anche ai parenti più stretti. Ci furono critiche e qualche sommessa protesta, ma la decisione si è rivelata vincente: zero contagi e nessun decesso tra i quaranta ospiti dell’ospizio». Paolo Gandolfo, vicesindaco e assessore ai servizi sociali e welfare, è stato tra i più strenui sostenitori della linea del rigore. Mentre in altre città le residenze per la terza età si trasformavano in mini-reparti per malati di Covid-19, Canelli ha tenuto la barra dritta. «Ho vissuto questa situazione di necessaria lontananza dai propri cari sulla mia pelle – racconta -. Nella struttura di via Asti ho mia mamma ricoverata: sono tre mesi che la saluto e con la quale parlo attraverso le videochiamate che il personale, sempre gentile e disponibile, concede a me come a tutti i parenti degli ospiti. Per attenuare la lontananza gli assistenti, molto sensibili, hanno anche organizzato piccole feste e intrattenimenti per riempire i “vuoti” e non far sentire toppo soli gli anziani».

Fisiatria e dialisi non si sono mai fermate

Una normalità vissuta tra mille cautele e attenzioni. In un’ala dell’edificio è ospitato il servizio fisiatria e dialisi che, anche nei giorni del lockdown, non hanno mai smesso di funzionare. L’accesso è stato garantito attraverso percorsi dedicati senza “contaminazione” tra rsa e reparti. «Grazie alle scelte e all’ottima organizzazione della direttrice Simona Meglio e della reggente Ana Vasile si è riusciti a mantenere entrambe le attività in assoluta sicurezza. Certamente ha giovato anche il fatto che la “Giulio e Rachele Bosca” sia ancora totalmente gestita dal Comune, un valore aggiunto non di poco conto».

Distribuiti 35 mila del decreto povertà

Emergenza da pandemia che ha coinvolto gli uffici comunali dedicati alla persona. «Dallo stato, grazie al decreto Cura Italia, abbiamo ricevuto circa 56 mila euro – spiega l’assessore -. Sino ad ora abbiamo elargito circa 35 mila euro in buoni spesa a 306 famiglie, partendo dai più indigenti. Ma molto è stato fatto anche per la “nuova povertà”, ovvero i titolari di imprese commerciali, artigiane e partite iva che da un giorno all’altro hanno dovuto abbassare le saracinesche e sono rimaste senza lavoro».

Avvicendamento ai Servizi Sociali

Lavoro certosino e delicato che ha impegnato i Servizi sociali rimasti orfani di Giuliana Lovotti, andata in pensione nei giorni cruciali dell’emergenza. «Avremmo potuto scegliere altre strade, esternalizzando questa figura. Invece, proprio in questo frangente abbiamo capito quanto sia importante per una comunità come la nostra la vicinanza alla gente, la disponibilità all’ascolto e la presenza di un’assistente sociale in sede fissa». Così l’amministrazione guidata da Paolo Lanzavecchia ha deciso di puntare su una nuova figura. Da qualche giorno si è insediata la nuova titolare, Lara Lupori, «con la quale abbiamo ripreso in mano il lavoro verso le famiglie in difficoltà».

Il volto solidale di Canelli

Solidarietà che, in una città che ha fatto del volontariato uno degli aspetti fondanti della socialità, si è fatta particolarmente sentire. Come spiega Raffaella Basso, con delega al volontariato, «sono state tantissime le donazioni arrivate da enti, associazioni, aziende, singoli cittadini. Così come non si sono tirati indietro i gruppi di volontari, dalla Protezione civile agli Alpini, Croce Rossa, Nonni Vigile, Astro, la Caritas che ci hanno supportato nelle attività di aiuto alla popolazione».

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