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Canelli si lascia il 2020 alle spalle con botti e fuochi d’artificio

Coprifuoco rispettato e nessuno per strada. Al lavoro gli "angeli custodi" di turno per la sicurezza di tutti

San Silvestro in famiglia, come imposto dalle regole per contenere la pandemia da Covid-19. Canellesi rispettosi delle limitazioni, tanto che verso le 20 di giovedì il traffico in una città che brillava delle luminarie era inesistente. Se non qualche sporadico automobilista che si recava al ristorante, chiuso, a ritirare la “cena da asporto”, che rimarrà negli annali come simbolo di questo Capodanno blindato, e poi via a casa sotto il freddo pungente. Forze dell’ordine impegnate nei controlli, con molto tatto, mentre le auto dei Carabinieri pattugliavano la città.

Nel silenzio irreale l’esplosione dei botti allo scoccare della mezzanotte, immancabili più che mai, hanno risuonato come una liberazione dall’annus horribilis, il 2020, che stava tramontando. Una decina di minuti di fischioni, petardi, sarabande (limitate) sulle colline che circondano il centro abitato per salutare il nuovo anno, accolto come una liberazione e tanta speranza.

A vigilare sui canellesi Croce Rossa e il distaccamento dei Vigili del Fuoco. Nelle sede di via dei Prati, in servizio su India5, c’erano Massimiliano Gobbo, Luciana Pepe, Pieraldo Boraggini, Marina Colozzi eMarco Venturino, infermiere (nella foto in copertina)

Nel capannone a ridosso della collina in via Bussinello due squadre di pompieri volontari. In servizio Raffaele Cordaro, Giuseppe Dagna, Andrea Cirio, Samuele Santarsiero, Marco Ferretti, Luigi Capra, Andrea Cordaro, Mirco Fiorio, Luca Cordaro e Franco Cantin. Nel rispetto delle norme cena e brindisi “a distanza”, seppur non sia mancato un bicchiere di Moscato di buon augurio per un 2021 meno impegnativo e più sereno.

Giovanni Vassallo