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Canelli, vetrine accese e serrande su questa sera per il flash mob dei commercianti

Per chiedere attenzione ed evitare, simbolicamente, che sia l'ultima volta che aprono i loro negozi

Gesto simbolico per chiedere attenzione

Non è una serrata, anzi, l’esatto contrario anche se il fine è il medesimo: portare all’attenzione del governo centrale le richieste del commercio e de pubblici esercizi. Questa sera, alle 21, le vetrine e le insegne dei negozi di Canelli, Nizza e Santo Stefano Belbo si illumineranno in una sorta di protesta silenziosa affinchè le loro voci siano ascoltate per evitare che sia, questa, l’ultima volta che l’esercizio si illumina.

Consegneranno le chiavi dei negozi al sindaco

Domani, poi, ogni esercente consegnerà virtualmente al sindaco le chiavi della bottega accompagnata da una lettera dove si spiegano le ragioni della presa di posizione.

L’iniziativa va sotto il nome di “Risorgiamo Italia” e promossa da MIO, acronimo di Movimento Impese Ospitalità, ed ha come obiettivo «accendere i riflettori e richiamare l’attenzione del Governo sulle problematiche di un settore che vanta oltre 1,5 milioni di lavoratori e che costituisce una delle locomotive di traino del PIL italiano, considerando gli 87 miliardi di fatturato, un numero pari a circa 500 mila attività commerciali e un indotto che rischia di non riprendersi più. Ciò che le istituzioni ignorano e sottovalutano è la difficoltà da parte di molti di riaprire alle attuali condizioni che non consentono di fronteggiare i notevoli costi accumulatisi in questi mesi e che hanno raggiunto livelli ormai fuori controllo. Questi aggravi, non permettono di riaprire e di garantire quei presupposti economici minimi per guardare al futuro con serenità e con lo spirito imprenditoriale che da sempre contraddistingue le piccole e medie realtà, vista anche la previsione degli incassi che, nella migliore delle ipotesi, si aggirerà intorno al 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente».

Paolo Lanzavecchia, sindaco di Canelli, è stato informato della protesta silenziosa. «Comprendo le difficoltà del settore e me ne sto facendo carico per quanto nelle mie competenze – dice -. Invierò le richieste alla Regione affinchè si faccia tramite con Roma così che le problematiche vengano affrontate e risolte».

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