Cantarana abbraccia l'idea del comune unico
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Cantarana abbraccia l'idea del comune unico

Il Consiglio Comunale ha approvato l'indirizzo che stanno seguendo le amministrazioni della Valtriversa: formare un unico comune che assuma in un primo momento tre delle nove funzioni fondamentali

Condividere con tutti i comuni della comunità collinare Valtriversa tre delle nove funzioni fondamentali (entro il 31 dicembre 2012 – così come prevedono gli obblighi di legge sulla spending review) e le restanti entro il 31 dicembre dell’anno successivo, con l’ottica di lavorare per formare un unico comune, passando attraverso l’esperienza di una Unione forte: é questa, in sintesi, la dichiarazione di intenti che l’amministrazione di Cantarana ha approvato al termine del consiglio che si è tenuto martedì scorso, con la condizione imprescindibile che la fusione coinvolga in un unico ente tutte le amministrazioni comunali.

Dopo l’introduzione in cui ha esposto le considerazioni e le motivazioni maturate nel consiglio dell’Unione, il sindaco, Roberta Franco, ha lasciato la parola ai capi gruppo consiliari ed ai consiglieri affinché si esprimessero in proposito. Il capogruppo di maggioranza Vincenzo Gerbi, ha espresso il proprio rammarico per il recesso dall’Unione del comune di Ferrere, avvenuto a inizio anno. “La conformità geopolitica di Ferrere è molto più simile ai paesi della Valtriversa, rispetto ai comuni con cui si andrà ad aggregare. La Valtriversa deve proseguire nel suo percorso unitario, purché esso avvenga in maniera bilanciata – ha precisato Gerbi – con l’aggregazione di tutti i comuni per arrivare a costituirne uno nuovo, in cui tutti i suoi 8 mila abitanti siano egualmente rappresentati”.

Anche il nome del nuovo ente dovrebbe essere ispirato alla Valtriversa, a testimoniare il superamento dei vecchi campanilismi e la realizzazione di una nuova realtà più forte e più rappresentativa del territorio. La proposta ha avuto i voti favorevoli della maggioranza, l’astensione del capogruppo di minoranza Matteo Nivino, e il voto contrario di Giandomenico Marocco e di Marco Ferrero che ha manifestato i timori che un provvedimento del genere cancelli la comunità di Cantarana.

“La comunità è il vero valore laico rimasto nella nostra decadente civiltà – ha commentato Ferrero – in un paese dove non c’è più la scuola, la parrocchia ha un futuro incerto e dove il volontariato è quantomeno numericamente scarso rispetto solo ad un paio di decenni fa, la fusione con altri non risolve i problemi, ma rischia di farci diventare un paese periferico dormitorio. Una situazione che le piccole comunità hanno già vissuto – ha ricordato il capogruppo di minoranza – circa ottant’anni fa, con un provvedimento imposto dal periodo fascista. Una decisione così importante, che potrebbe essere la fine dei nostri 600 anni di storia comunale – ha concluso – dovrebbe essere presa dai cittadini”.

Nel suo intervento, il sindaco Roberta Franco ha ricordato che il punto all’ordine del giorno è un orientamento di indirizzo politico, ma l’iter procedurale è comunque ancora molto lungo ed è indispensabile una corretta informazione ai cantaranesi in merito ai nuovi obblighi di legge che coinvolgono i piccoli comuni e la loro consultazione tramite un referendum. “L’approvazione di questa delibera ci permette di procedere con moderata prudenza e cautela – ha concluso Franco – pronti a cambiare rotta se le condizioni espresse dovessero cambiare. Intanto inizieremo con la gestione unitaria delle funzioni, così come previsto dal decreto legge, ma daremo mandato all’Unione di procede nell’esplorazione dell’iter necessario a giungere alla fusione. La costituzione di un nuovo, unico, grande comune, consentirà di mantenere nei vari paesi i Municipi che saranno un importante punto di riferimento per i cittadini che potranno continuare a rivolgersi per la maggior parte delle loro esigenze nelle strutture che oggi conoscono”. La discussione ora spetta agli altri consigli comunali dei comuni aderenti all’Unione.

Luigi Mucciolo

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