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Cantiere aperto a Palazzo Ottolenghi per l’ultimo lotto del progetto “Asti Vino e Cultura” [fotogallery]

Dopo l’allestimento della gru alta 45 metri e la posa dei pannelli informativi i lavori procedono secondo un preciso cronoprogramma che si chiuderà a metà del 2024

La gru, alta 45 metri che svetta nel centro storico di Asti davanti a Palazzo Ottolenghi, è circondata da una serie di pannelli fotografici che danno l’idea di quale sia la portata dell’intervento del secondo lotto del progetto “Asti Vino e Cultura” aperto da qualche settimana e che andrà avanti fino a luglio del prossimo anno.

Secondo lotto che è stato inaugurato dopo l’avvio del cantiere sul primo lotto di “Asti Vino e Cultura” volto al restauro conservativo del piano nobile, già iniziato nel 2014 con gli interventi nello scalone, nel salone degli specchi e nella sala adiacente, la “sala dei ritratti di famiglia”, e che interessa tutte le sale della manica prospiciente corso Alfieri, situate a destra ed a sinistra del nucleo già restaurato.

Questo nuovo lotto di lavori a Palazzo Ottolenghi ha una portata non solo strategica per la riapertura dell’edificio, ma anche per l’implementazione della zona museale di Asti che vedrà proprio all’Ottolenghi uno dei suoi punti principali. I lavori di ristrutturazione non interessano il secondo piano, ma, come spiega l’architetto Cristina Cirio, responsabile del Servizio Edifici Storici del Comune di Asti, «questo intervento prevede il rifacimento al piano terreno della manica degli ex uffici leva e dei garage frontali oltre al piano terreno della manica su corso Alfieri».

«Come destinazione d’uso – continua l’architetto – si andrà ad allestire il Museo Asti Città del Vino e del Vermouth, lo spazio per le mostre espositive temporanee, un ristorante con cucine e varie attrezzature mentre l’ex area garage diventerà l’Enoteca che si prolungherà anche nel cortile e nel portico del Diavolo Rosso. Invece, al piano superiore, al di sopra della manica del ristorante dove c’erano gli uffici comunali, si allestirà il Museo del Cinema mentre sopra gli attuali garage ci sarà uno spazio dedicato al coworking cinematografico più due spazi dedicati agli uffici Unesco».

Il cantiere in corso prevede, inoltre, lavori sui collegamenti verticali e in particolare nella scala secondaria di sinistra, entrando dall’ingresso principale, dove sarà installato un ascensore che collegherà i tre piani del palazzo; poi sarà effettuato il rifacimento totale del tetto anche per implementare l’efficientamento energetico, saranno installati nuovi impianti, nuovi serramenti (sempre ad eccezione del secondo piano) e si interverrà con varie opere di consolidamento.

Il Comune di Asti confida di chiudere tutti gli interventi, seguiti dall’architetto Claudio Perino in qualità di direttore lavori, entro la metà del 2024. A progettare il secondo lotto è stato lo studio Botta di Cuneo, i restauratori Rava di Torino e altri professionisti del settore. L’importo complessivo dell’intervento ammonta a 3.231.644,71 euro e i lavori sono stati aggiudicati da un raggruppamento temporaneo di imprese composto da Fiammengo Federico ed Elettroteam s.r.l di Torino.

«L’obiettivo principale, al termine dei lavori dei due lotti – ricorda il sindaco Maurizio Rasero – sarà ridare vita ad una dimora gentilizia cercando da una parte di riproporre gli ambienti e gli arredi dell’epoca e, dall’altra, di offrire spazi consoni per l’organizzazione di eventi, manifestazioni e attività di valorizzazione del patrimonio culturale ed enogastronomico del territorio astigiano, con lo scopo di potenziare la già ricca e qualificata offerta turistica astigiana volte ad accrescere le capacità della Città, sia dal punto di vista culturale sia dal punto di vista funzionale».

[foto J.R.]

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