Caporedattore, mestiere facile? MacchéLa lotta quotidiana contro “xkè” e “cmq”
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Caporedattore, mestiere facile? Macché
La lotta quotidiana contro “xkè” e “cmq”

Ho iniziato a far parte della redazione de “Le Ali di Icaro” in prima superiore un po’ per interesse e un po’ per divertimento. Dall’esterno ho sempre considerato il ruolo del caporedattore

Ho iniziato a far parte della redazione de “Le Ali di Icaro” in prima superiore un po’ per interesse e un po’ per divertimento. Dall’esterno ho sempre considerato il ruolo del caporedattore come quello di chi si limita a dare ordini e a mandare gli articoli in stampa. In quale ciclopico errore era incappata la mia giovane mente di primina! Ora sono in quinta, da due anni sono la caporedattrice e… magari il mio ruolo fosse solo quello di “tiranno della stampa”! “Le Ali di Icaro” esce circa 4-5 volte all’anno e per quell’occasione devo premurarmi di convocare tutta la redazione e fissare la scadenza inderogabile che, ciò nonostante, si protrae inesorabilmente di almeno una settimana, per cui saggiamente fisso la scadenza almeno 10 giorni prima del necessario (speriamo che nessuno dei miei redattori legga mai questo articolo!).

Passate circa due settimane, la mail della redazione (e molto spesso anche quella mia personale) viene intasata di articoli che inizio ad aprire uno ad uno per controllare contenuti, forma e… grammatica! Dio solo sa quante volte sono rabbrividita davanti a “xkè” oppure “cmq” e quante volte si è resa necessaria una strenua difesa della lingua italiana dal delittuoso linguaggio da chat! Ma niente è più logorante della fase di impaginazione: ore e ore passate al telefono con il grafico per assicurarmi che non abbia sbagliato la disposizione o addirittura cancellato gli articoli. Altre due settimane trascorrono prima che una montagna disordinata di parole diventi un file formato pdf da inviare alla tipografia. Inizia quindi la fase di supplica per avere i giornali stampati nel minor tempo possibile. A questo punto posso finalmente tirare un sospiro di sollievo: anche questa volta “Le Ali di Icaro” ce l’ha fatta!

Elena Pinetti

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