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Capriglio, la storia delle famiglie del paese su un lenzuolo lungo 13 metri

E’ la singolare iniziativa di un imprenditore che cercava la sua discendenza con Margherita Occhiena, madre di Don Bosco

Ci vuole un grande amore per la propria famiglia e per il proprio paese per dedicare quattro anni alla ricerca dell’albero genealogico della propria discendenza e di quella delle famiglie più numerose del posto.
Tempo di ricerca rubato ad una intensa vita da imprenditore di successo e di affettuoso padre di famiglia.
Ma alla fine, il lavoro che ne è risultato, è straordinario e restituisce la ricostruzione delle famiglie caprigliesi a partire dalla fine del 1600.
Oltre quella data non è stato possibile trovare informazioni dagli archivi comunali e quelli parrocchiali consultati con la preziosa collaborazione di Diego Occhiena (presidente del Museo Mamma Margherita) e Bruno Oggero (ex sindaco di Capriglio e altro appassionato di storia locale).
«Con il cognome che porto – spiega l’imprenditore caprigliese Ezio Occhiena – volevo accertare la parentela del mio ramo di famiglia con Margherita Occhiena, madre di San Giovanni Bosco, per la quale è stato avviato il processo di beatificazione. Inizialmente mi sono concentrato solo sugli Occhiena ma, come accade nei piccoli paesi, gli intrecci con le altre famiglie del posto sono così stretti che ho pensato di stilare anche l’albero genealogico dei Peira e dei Candelo, le più presenti da generazioni».
Dal 2004 al 2008 è andato alla ricerca di ogni atto ufficiale possibile per ricostruire tutte le parentele, tenendo conto della ripetizione dei nomi tramandati da padre in figlio e delle morti per guerre, malattie, incidenti.
Un lavoro immane nel corso del quale si è imbattuto in quel che inizialmente aveva cercato, ovvero la parentela con Mamma Margherita ma, a dispetto del cognome, attraverso la nonna Illuminata che di cognome faceva Bianco.
Un altro dato curioso emerso dalle sue ricerche è che la famiglia Occhiena aveva una vera devozione per i Re Magi, visto che la discendenza parte dagli avi che si chiamavano Gaspare, Baldassarre e Melchiorre (quest’ultimo è, ad esempio, anche il nome del padre di Margherita Occhiena).
Gli intrecci di parentele, poi, hanno consentito di tracciare anche un florilegio di nomi oggi desueti (e che forse lo erano già anche all’epoca in cui furono dati ai neonati). Così si trovano Esuberante (al maschile), Eustachio, Esterino, Casimiro e un criptico Xsisto Agapito nato a fine Ottocento.
Anche per le donne c’erano nomi insoliti a volontà, come Illuminata, Vergine, Sinforosa, Petronilla, Telesfora, Verena, Aloysia.
Una ricerca che ogni caprigliese dovrebbe consultare, per conoscere le proprie radici e che Ezio Occhiena, dopo la lavorazione a computer, ha riversato in una stampata lunga 13 metri su “lenzuola” di tela cerata appese in un grande salone ricavato dalla ristrutturazione di una casa di famiglia.
«Ne ho fatto stampare una copia identica e l’ho regalata al Municipio – dice ancora Ezio Occhiena – perché possa essere messa a disposizione di tutta la comunità».
Come a disposizione di tutta la comunità caprigliese e dei suoi visitatori sono gli splendidi piloni votivi di San Giovanni e della Madonna di Lourdes fatti restaurare sempre dall’imprenditore e sempre a seguito di un voto: il primo del 2011 e il secondo nel 2022 con benedizione qualche settimana fa.

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