CasaPound: no ai profughinella caserma di Annone
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CasaPound: no ai profughi
nella caserma di Annone

L'ex Caserma militare di Castello d'Annone potrebbe diventare un centro di accoglienza e smistamento per i profughi in arrivo in Piemonte. L'idea è stata formulata dalla Regione Piemonte,

L'ex Caserma militare di Castello d'Annone potrebbe diventare un centro di accoglienza e smistamento per i profughi in arrivo in Piemonte. L'idea è stata formulata dalla Regione Piemonte, che sta vagliando alternative da affiancare a quella di Settimo Torinese ormai al collasso e che deve ancora incontrare il benestare del Ministero dell'Interno e del Ministero della Giustizia. Il primo coordina l'arrivo dei profughi e dei richiedenti asilo sbarcati a Lampedusa, il secondo è proprietario dell'immobile. Chi si è già espresso sul tema sono i simpatizzanti locali di CasaPound, i quali nei pressi dell'ex caserma astigiana hanno affisso uno striscione dalla scritta emblematica: «Italiani abbandonati, immigrati mantenuti».

Marco Racca, coordinatore piemontese di CasaPound Italia in una nota spiega: «È inaccettabile che di fronte alla spaventosa crisi che ha colpito il nostro paese e la provincia di Asti si pensi ad accogliere presunti profughi e si abbandonino quegli italiani che, sempre in maggior numero, sono in forte difficoltà. È ora che le istituzioni inizino a pensare ai propri cittadini in difficoltà prima di pensare a chi ha messo piede clandestinamente sul suolo italiano due giorni fa, ci opporremo con ogni mezzo alla realizzazione di questo centro profughi». Per il momento dalla Prefettura di Asti fanno sapere come sia stato solo effettuato un sopralluogo per verificare la capacità di accoglienza della struttura. L'ex Caserma consentirebbe di alleggerire la pressione su Settimo, centro in cui si conta una tendopoli con 150 posti fissi mentre ogni giorno si contano tra i 50 e 100 nuovi arrivi. Un flusso continuo proveniente dalla Libia e che il comune torinese, da solo, non può più contenere.

L'edificio di Castello d'Annone consentirebbe di ottenere un po' di respiro. La caserma risulterebbe idonea allo scopo e in grado di ospitare un'ottantina di persone. Qui, i richiedenti asilo e i profughi verrebbero accolti temporaneamente, per poi essere smistati presso gli altri centri sparsi su tutta la provincia e gestiti da cooperative, associazioni onlus, Caritas e Croce Rossa che inseriscono queste persone in progetti di integrazione e avviamento professionale. Al momento, l'Astigiano ospita 400 profughi ma gli arrivi sono costanti, una media di venti unità al mese. I comuni che al momento ospitano più di dieci persone sono Asti (168), Villanova (14), Capriglio (30), Ferrere (17), Frinco (25), San Daminao (21), Robella (27) e Villafranca (30). Altri comuni, come Monale, Piea o Castelnuovo Don Bosco, hanno aderito a progetti di accoglienza ospitando tra le quattro e le sei persone.

Lucia Pignari

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