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Casette chiuse e corso Alfieri vuota: «Colpiti gli incassi»

Alcuni esercenti chiedono di riaprire il traffico quando non si svolge il mercatino di Natale

Continua “l’epopea” della viabilità di corso Alfieri, in particolare il tratto compreso tra piazza Cairoli e via Giobert, che nel giro di poche settimane è cambiata più volte con l’arrivo del Magico Paese di Natale di Asti. Da doppio senso di marcia, la zona museale di corso Alfieri è stata chiusa al traffico per il posizionamento della casette di Natale, poi riaperta sempre a doppio senso (ma a stand chiusi), quindi a senso unico, infine chiusa in entrambe le direzioni per evidenti ragioni di sicurezza dal momento che i pedoni, causa occupazione dei marciapiedi, sono costretti a camminare anche lungo il passaggio carrabile.

Chiusura permanente al traffico che, stando a quanto riferito da Pier Paolo Guelfo, organizzatore del Magico Paese di Natale, «è stata necessaria dopo che un’auto è andata a sbattere contro una casetta, danneggiandola seriamente, per fortuna quando non c’erano operatori».

Il nostro giornale per primo aveva raccolto le perplessità di molti passanti sul potenziale pericolo insito nel far passare le auto a casette posizionate: ora sono alcuni commercianti con attività lungo la via a lamentarsi di aver diminuito gli incassi quando le casette restano chiuse e non è permesso il passaggio alle auto, neanche in una sola direzione di marcia. «Sia chiaro che il mercatino di Natale è una manna dal cielo e nessuno contesta che ci sia, – racconta Daniela Fornaca, titolare del Cafelait Bistrot di via Roero – però secondo noi bloccare la viabilità con le casette chiuse non ha senso. Un mattino abbiamo trovato le fioriere e l’albero di Natale che hanno chiuso il traffico tra corso Alfieri e via Roero e nessuno ci aveva avvisati di questo cambiamento. In via Roero, oltretutto, non ci sono luminarie né insegne che indichino la presenza delle nostre attività. Qualcuno avrà fatto delle scelte, ma io non riesco proprio a capirle». Il suggerimento della commerciante è che corso Alfieri torni ad essere transitabile con un senso unico di marcia, da piazza Cairoli a via Roero (per poi proseguire a San Rocco) nei giorni in cui il mercatino non apre. Questo significherebbe da lunedì a mercoledì compreso, dal momento che, dal 1° dicembre, tutti gli operatori del Magico Paese di Natale resteranno aperti dal giovedì alle domenica, dalle 10 alle 20.

Dubbi sull’utilità di tenere chiuso corso Alfieri arrivano anche dall’Enocaffè, che si trova davanti al Liceo Classico: «Quando le casette sono chiuse perdo metà dell’incasso, ma per fortuna recupero nel fine settimana – spiega la titolare Elisa Gulmini che lavora soprattutto con gli studenti e i passanti anche grazie alla vicina tabaccheria – Certo chiudere via Roero credo sia un danno per le altre attività. Anche per me dovrebbero aprire la viabilità quando il mercatino resta chiuso».

Ma c’è chi non ha particolari lamentele da fare. «Per quanto mi riguarda quest’anno non ci sono problemi perché il corriere che mi consegna la merce può arrivare fino davanti al negozio – aggiunge Maurizio Perego della libreria Il Pellicano di corso Alfieri – Probabilmente è merito del fatto che non hanno bloccato del tutto gli accessi da piazza Roma e quindi non dobbiamo andare a recuperare i libri con il carrellino, in via Giobert o in piazza Catena».

Orari omogenei, ma c’è chi fa come vuole

Se alcuni commercianti contestano la chiusura del traffico, altri si chiedono perché, nonostante fosse stato detto che il format avrebbe osservato un solo orario di apertura, uguale per tutti, alcune casette restino aperte durante la settimana, ad esempio in piazza Roma, mentre molte altre non lo fanno. «Non avrebbero dovuto osservare tutti gli stessi orari? – domanda un’altra commerciante – Invece sembra che durante la settimana ognuno apra e chiuda a piacimento”.

A spiegare l’accaduto è lo stesso Guelfo: «Il Magico Paese di Natale è aperto in giorni specifici, a dicembre da giovedì a domenica. Quindi quelle aperture non sono programmate sebbene ci sia stato chiesto da molti operatori di poter restare aperti anche fuori dagli orari ufficiali».

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