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Castagnole Lanze, il Conte che parlò già nel 1883 di cambiamenti climatici protagonista anche in Francia

La prestigiosa rivista francese Nice Historique ha celebrato gli scienziati botanici alpinisti del XIX e XX secolo che hanno fatto la storia delle Alpi Marittime. Tra questi il Conte Paolo Ballada di Saint Robert

In questi giorni si torna a puntare l’attenzione sul grave problema dei cambiamenti climatici ed è interessante come nell’800 il Conte Paolo Ballada di Saint Robert, straordinario scienziato dell’800 il cui nome è legato al paese di Castagnole Lanze, nell’Astigiano, avesse già affrontato tale tema. «Nell’autunno del 1883, nella quiete di Castagnole Lanze, egli scrisse una memoria fornendo una dimostrazione scientifica legata ad un processo che da circa 60 anni stava causando un lento ma costante scioglimento dei ghiacciai alpini – segnala Gianfranco Medici, presidente dell’associazione castagnolese Torre del conte Paolo Ballada di Saint Robert e conoscitore degli studi dello scienziato – La memoria dal titolo “Perché i ghiacciai si vadano ritirando” fu poi presentata dallo stesso conte all’Accademia dei Lincei di Roma, cioè al mondo scientifico, nella seduta del 2 dicembre dello stesso anno. Egli concluse che il ritirarsi dei ghiacciai non era da attribuirsi a cause cosmiche o telluriche, come qualcuno riteneva a quei tempi, ma semplicemente a cause meteorologiche dipendenti dall’azione prolungata dell’uomo sulla superficie terrestre».

E il Conte,  continua a far parlare di sé, anche Oltralpe. Visse a Castagnole Lanze per un periodo della sua vita, tra il 1878 e il 1884: sei soli anni che hanno però lasciato un segno importante, tanto che a lui sono dedicati un’associazione culturale, un museo nella torre panoramica che egli donò al paese e un percorso museale nel Parco della Rimembranza in cui si erge la torre. Esperto di balistica, studioso di analisi matematica, meccanica, scienze fisiche e termodinamica; si occupò di botanica e negli anni in cui visse a Castagnole sviluppò una grande passione per l’entomologia (lo chiamavano “il cunt di babi”, ossia i rospi); appassionato alpinista, fondatore del CAI insieme a Quintino Sella e Bartolomeo Gastaldi e protagonista della prima ascesa da parte di italiani del Monviso (12 agosto 1863). Al Ballada si deve anche un’interessante interpretazione di una terzina della Divina Commedia di Dante Alighieri: grazie alle sue conoscenze di astronomia e matematica colse il significato dei versi 22-24 del Canto I del Purgatorio come riferimento alla costellazione della Croce del Sud. Numerosi gli studi a lui dedicati. E la prestigiosa rivista francese Nice Historique, organo ufficiale della Acadèmia Nissarda, «nell’ultimo numero da poco uscito, dal titolo Botanistes aux sommets, ha celebrato gli scienziati botanici alpinisti del XIX e XX secolo che hanno fatto la storia delle Alpi Marittime, tra i quali è stato annoverato con pieno merito il conte Paolo Ballada di Saint Robert – spiega Gianfranco Medici, presidente dell’associazione castagnolese che porta il nome del Conte – Sono circa una ventina le pagine dedicate al conte, frutto di un lavoro di squadra coordinato dal prof. Fabrizio Longo del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e che ha visto coinvolti l’Associazione Culturale Torre del Conte Paolo Ballada di Saint Robert di Castagnole Lanze, il Museo della Montagna di Torino, la Biblioteca del CAI di Torino e il Museo di Scienze Naturali San Giovanni Bosco di Torino. In particolare ne è stata descritta la figura con i suoi molteplici interessi scientifici, evidenziando in modo particolare la passione e l’amore per la montagna, senza dimenticare quanto è stato fatto a Castagnole con la creazione di un percorso museale a lui dedicato».

«Un altro passo in avanti nella divulgazione della figura di un insigne studioso troppo in fretta dimenticato – rimarca Medici – A tale proposito giova ricordare che sono ben dodici le pubblicazioni che l’associazione ha rilasciato in questo primo decennio di attività, tre delle quali su richiesta specifica di editori esteri». E tra le note bibliografiche della pubblicazione sono citati anche lavori di Gianfranco Medici e articoli dello stesso giornale La nuova provincia, segno dell’attenzione riservata al Ballada, scienziato eclettico e figura di grande sapere e versatilità. Da non perdere dunque una visita a Castagnole Lanze nel Parco della Rimembranza, in cui si trovano il percorso museale e la Torre panoramica sede del museo dedicato al Conte.

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