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«C’è un prima e un dopo Pride: Asti è cambiata, indietro non si torna»

Il consigliere comunale dei Giovani Astigiani Paride Candelaresi spiega perché il Pride ha cambiato la città per sempre, in meglio

Asti: ecco perché il Pride l’ha cambiata

Si può dire che l’Asti Pride abbia segnato un prima e un dopo per la nostra città. Avrebbe potuto rivelarsi un boomerang per l’amministrazione di centrodestra, guidata da Maurizio Rasero, ma si è trasformato in una grande opportunità per Asti, per gli astigiani e in un punto fermo che non potrà più essere ignorato neanche da chi ha continuato a dirsi contrario a questo genere di manifestazioni. C’è un momento preciso che possiamo indicare come il giro di boa del Pride di Asti ed è quando il sindaco Rasero, indossando la fascia tricolore, ha stretto la mano agli organizzatori in piazza Roma. Forse, prima di quel momento, anche Rasero, pur convinto della bontà della manifestazione, non era del tutto sicuro che avesse colpito nel segno. Lì, in piazza Roma, il sindaco e con lui gli assessori e consiglieri comunali che si sono prodigati per l’evento, hanno davvero capito di aver vinto su tutta la linea.

Domenica, durante le prime riflessioni post Pride, sembra che alcuni consiglieri di maggioranza, indifferenti, se non ostili al Pride, si siano in parte ricreduti, ma questa volta “correre in soccorso dei vincitori”, tipico sport italico, non sortirà gli effetti del caso. Dal punto di vista politico Asti Pride resta un successo di alcuni, non di tutti, e tra gli eletti che hanno sostenuto il Pride c’è il consigliere dei Giovani Astigiani Paride Candelaresi.

Il commento del consigliere comunale Candelaresi

E’ lui che, anche con interventi pubblici non sempre condivisi dalla comunità LGBTQI (esserci in giacca e cravatta o no?), ha sostenuto per primo il Pride ed è a lui che chiediamo un commento a caldo poche ore dopo la fine dell’evento.

«Mi sento di parlare a nome di quegli assessori e consiglieri che hanno sostenuto, pubblicizzato e alcuni di loro sfilato in un Pride davvero inclusivo – commenta Candelaresi che alla parata è stato in prima fila per tenere lo striscione – Alzo la palla agli organizzatori riconoscendo loro il grande impegno e la disponibilità data per fare questo Pride augurandomi che, in futuro, ce ne possano essere altri e ulteriori momenti di collaborazione». Candelaresi, e con lui la maggioranza del sì Pride, è pronto a sostenere future iniziative volte a sostenere i diritti e l’inclusione di tutti e ringrazia anche coloro, tra cui associazioni e forze dell’ordine, che hanno lavorato affinché fosse davvero un evento per tutti gli astigiani. In piazza del Palio anche il questore Alessandra Faranda Cordella e il vice questore Vittoria Rissone hanno voluto assistere alla partenza del corteo: «La polizia c’è per tutelare i diritti di tutti – ha detto il questore sabato – e ci sono tutti gli elementi affinché sia una bella festa».

Un evento per tutti gli astigiani

«Ed è stato così: – aggiunge il consigliere – quello di sabato è stato un Pride delle persone che hanno deciso di sfilare in borghese, in maniera più sobria, in maniera più vistosa, di quelli che l’hanno guardato dalla finestra, e di chi, magari dalle vetrine di un bar, ha deciso di scattare qualche fotografia».

Anche il consigliere comunale conferma ciò che tutti hanno visto navigando sui social network: Asti Pride è stato un evento mediatico 2.0 come pochi altri ce ne sono stati in questa città.

«Il Pride ha segnato un prima e un dopo; domenica mi sono svegliato in una città diversa, una città che ha preso una direzione precisa, che non guarda solo ai meccanismi politici di destra o sinistra. Credo, infatti, che la scelta lungimirante di aver concesso il patrocinio abbia fatto la differenza. Dal 6 di luglio, – conclude Candelaresi – dall’arrivo del Pride in poi, dalla grande ondata arcobaleno, Asti non è più la stessa. Sono felice di essermi risvegliato nella città che siamo diventati oggi».

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