Medico ASL
Attualità
Sanità

Cgil: la sanità territoriale è al collasso

Il sindacato di categoria stigmatizza la carenza di organici ma anche difficoltà gestionali, costi lievitati, contratti non in regola.

La carenza degli operatori sanitari e dei presidi sul territorio fa discutere. Riportiamo un intervento della Cgil-Funzione Pubblica-Settore socio-sanitario sull’argomento. Comunicato anche a tratti duro che, però, vuole essere fonte e spunto di riflessione e discussione.

“A più di un anno di attività sindacale nel settore dei servizi socio sanitari assistenziali educativi privati (SSAEP) un recente articolo riguardante carenze di organico infermieristico in una RSA della provincia di Asti, induce riflessioni piuttosto amare in varie direzioni.

Dopo oltre due anni di pandemia, la rete dei presidi socio sanitari e di assistenza del territorio (circa 100 strutture autorizzate tra RSA, RA, RAA, RAF, Comunità psichiatriche e alloggio che ospitano oltre 4000 utenti e che occupano circa 2000 operatori), è in buona parte al collasso per piante organiche inadeguate, difficoltà economiche dovute a carenze di ospiti, costi lievitati e rette non aggiornate, assenza di strumenti efficaci nella gestione dei periodi di crisi, incapacità manageriali e direzionali, contratti nazionali adottati carenti sul piano economico e normativo, contrattazione integrativa mai decollata ecc.

Le strutture denunciano difficoltà di reperimento di infermieri, OSS, Direttori, Direttori sanitari che si sono rarefatti nel mercato del lavoro sia per un’impennata del fabbisogno che per politiche di creazione e formazione di tali professionalità inadeguate.

A questo fenomeno innegabile va però aggiunta una politica dei gestori tesa a risparmiare sui costi e quindi anche sugli organici e, persino, adottando gestioni “fantasiose” sul riconoscimento degli istituti contrattuali.

Siamo di fronte, per non farla lunga, ad una crisi sistemica del settore che necessita di profonde riforme – normative, infrastrutturali, sviluppo della sanità domiciliare, formazione – e che presenta persino sacche di lavoro povero o mero sfruttamento grazie alla presenza di contratti pirata. Estemporanei incursioni che sembrano costruite per la mera ricerca di visibilità non sono certo la risposta che il Sindacato deve dare.

Occorre fare autocritica come OO.SS. poiché spesso tocca constatare la prevalenza di interessi di bottega – l’esempio citato ne è una ragguardevole rappresentazione – ad azioni coordinate e mirate che solo l’azione unitaria delle Federazioni sindacali delle tre confederazioni – CGIL, CISL E UIL – potrebbero assicurare affinché si possa invertire una tendenza volta solo a “tamponare” una situazione disastrosa.

Certo, rispetto agli organi istituzionali addetti alla prevenzione, salute, sicurezza, controllo e vigilanza – ASL-SPRESAL-ITL-COMMISSIONE DI VIGILANZA-NAS-PREFETTURA – PROCURA DELLA REPUBBLICA-CORTE DEI CONTI –  alla puntualità di accertamenti ed esercizio delle funzioni loro attribuite dallo Stato, ci interroghiamo sulla loro efficacia e promuoveremo incontri bilaterali tra O.S. e Istituzioni volti a chiarire ruoli, competenze, funzioni e direttrici d’intervento  nelle strutture che presentano determinate criticità.

E’ certo che gli ospiti e gli operatori del SSAEP non possono sopportare le conseguenze di responsabilità di tutti coloro i quali, viceversa, dovrebbero assicurarne la dignità in tutti gli aspetti della loro vita lavorativa.

Per La FP CGIL ASTI

Fabrizio Parise

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Scopri inoltre:

Edizione digitale
Precedente
Successivo