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Chiude il Centro culturale San Secondo

La parrocchia, proprietaria dell'immobile, non ha rinnovato il contratto di comodato d'uso gratuito alla cooperativa "La Strada". Trattative in corso con altre realtà

“La Strada” lascia il Centro culturale San Secondo

Dopo 17 anni termina la gestione del Centro culturale San Secondo “targata La Strada”.
La cooperativa sociale, che fa parte del consorzio Co. Al. A., non ha infatti trovato l’accordo con la parrocchia San Secondo, proprietaria dell’immobile di via Carducci, dopo la scadenza, lo scorso 31 dicembre, del contratto decennale di comodato d’uso gratuito.

La cooperativa

«Siamo molto dispiaciuti – commenta Daniela Grassi, responsabile del Centro culturale per conto della cooperativa – perché, nonostante vari tentativi, non siamo riusciti a trovare il modo di rinnovare il contratto. La parrocchia, infatti, ha necessità di introdurre un canone di affitto, onere che una cooperativa come la nostra non può sostenere».
«Di conseguenza – annuncia – il centro rimarrà aperto fino alla metà di febbraio solo per garantire lo svolgimento di eventi già programmati».
Daniela Grassi era responsabile degli spazi che comprendono il salone principale, la biblioteca, il salone Montanaro e le sale Ruscalla e Mascarino.
«Con la nostra gestione – ricorda – il centro è stato sempre utilizzato per finalità sociali, tanto che le sale (dove, in alcuni casi, abbiamo anche effettuato interventi di sistemazione) venivano date in uso a prezzi “politici” per incontri culturali, dibattiti, iniziative, oltre che per le riunioni e gli eventi di varie associazioni, alcune delle quali (come Libera, Apri, Lac, Oipa, Tempi di fraternità, Altritasti e Mani colorate) avevano anche la sede operativa o legale. Senza contare gli appuntamenti che si svolgevano nell’ambito della rassegna Passepartout promossa dalla Biblioteca Astense».
Diverso l’utilizzo della biblioteca. «Era chiusa da tre anni», specifica Daniela Grassi. «Avevo provveduto personalmente a trasferire le riviste che vi erano presenti in altre sedi (tra cui Israt e Polo universitario) in quanto, per mantenerle al Centro culturale, si sarebbero dovuti effettuare onerosi lavori di adeguamento alla normativa antincendio dell’archivio».
Il patrimonio librario, sempre di proprietà della parrocchia, continuava invece ad essere presente. «Tuttavia – continua – non riuscivamo più a garantire il servizio per mancanza di personale. Di conseguenza negli ultimi tre anni quegli spazi erano utilizzati per ospitare il laboratorio tenuto da cooperativa No problem e Radis (che si è spostato già in un’altra sede, peraltro più adatta). Promuoveva il recupero di materiale informatico e la messa a disposizione di strumenti informativi per la scrittura aumentativa alternativa destinati a scuole e famiglie».

Gli uffici attigui

Gli spazi gestiti dalla cooperativa La Strada non comprendevano gli attigui uffici delle Acli e dello stesso consorzio Co.Al.A., dati in affitto dalla parrocchia, che rimarranno senza alcun cambiamento. La parrocchia è infatti proprietaria dell’intero stabile dal 1981, quando lo ha ricevuto in lascito dal benefattore Mario Martinetti affinché vi si svolgessero attività sociali a servizio della comunità. Dopo alcuni anni di gestione diretta, ha visto il coinvolgimento della cooperativa La Strada a partire dal settembre 2001.

La parrocchia

Sulla questione il parroco di San Secondo, San Silvestro e Santa Maria Nuova, don Giuseppe Gallo, afferma: «Purtroppo la parrocchia, a causa di difficoltà gestionali, non può più permettersi di rinnovare un accordo di comodato d’uso gratuito, appannaggio di altri tempi. Siamo quindi in trattativa con altre realtà di cui esamineremo le proposte nei prossimi giorni (che potrebbero portare a cambiamenti anche nelle attività svolte all’interno del Centro, ndr)».

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