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Attualità
Situazione di stallo

Cinghiali: un problema serio, crescente e fuori controllo

Coldiretti Asti riparte dal Prefetto per, poi, avviare iniziative di protesta

Esasperati dall’ingiustificato perdurare della situazione di stallo, riferita l’annosa vicenda degli ungulati, il Presidente Coldiretti Asti Monica Monticone e il Direttore Giovanni Rosso hanno consegnata, mercoledì 19 giugno, nelle mani del Prefetto di Asti Claudio Ventrice e al Vice Prefetto Vicario Enrica Montagna, una missiva per informarlo sulle venienti iniziative di protesta.

Più precisamente, il testo riassume tutta la preoccupazione rispetto ad un serio e crescente problema che sta assumendo, sempre più, proporzioni di non ritorno, ergo, di danno economico, non solo, per l’agricoltura, ma anche in termini di minaccia per la salute e la sicurezza dei cittadini.

“La presenza di ungulati, in particolare, cinghiali sul nostro territorio, è ormai fuori controllo da troppi anni” scrivono e spiegano Monticone e Rosso. “Possiamo parlare di una vera e propria invasione (oltre 2,3 milioni di capi a livello nazionale) che, di fatto, rappresenta un reale pericolo per l’incolumità delle persone e una drammatica sferzata economica in ambito agricolo”.

“Campi devastati, raccolti falcidiati, incidenti automobilistici, talvolta, anche mortali e assedio nelle campagne, come, anche, nelle aree urbanizzate rappresentano esempi che, di settimana in settimana, si moltiplicano sotto gli occhi di tutti” rimarca la Monticone. “La conta dei danni alle produzioni agricole genera, ogni anno, una perdita in termini reddituali di rilevanti proporzioni, con ingenti risorse sottratte alle imprese; il tutto, contribuisce ad alimentare, significativamente, tensioni e frustrazioni. Parliamo di una sorta di “dazio” che l’agricoltura non può più permettersi di subire e di sopportare”.

In Piemonte la situazione si è fatta ancora più grave e preoccupante a causa della Peste Suina Africana. Dal 6 gennaio 2022, le aree di restrizione si sono costantemente allargate fino ad interessare, allo stadio attuale, cinque province con il contestuale e progressivo incremento del numero di cinghiali infetti. Una condizione che sta mettendo a rischio la continuità produttiva, di una delle filiere di maggiore importanza del tessuto imprenditoriale agricolo piemontese. Indispensabile, dunque, dare effettiva attuazione delle misure definite dal Commissario straordinario.

“Rispetto all’attività venatoria, di fatto, si rende necessario estendere alle ore notturne la possibilità di esercitare la caccia di selezione” aggiunge la Presidente.

“Parallelamente, è oltremodo necessario che le azioni di contenimento vengano ulteriormente rafforzate, nella loro concreta attuazione, attraverso l’adozione di modalità uniformi e comprendendo l’intero territorio, quindi, anche le aree protette, le zone urbane, i giorni di silenzio venatorio e i periodi di divieto previsti dalla legge”.

“Per tutti questi motivi” prosegue Rosso, “anche come Coldiretti Asti abbiamo avviato una fase di mobilitazione, volta ad ottenere ascolto, interventi normativi e azioni concrete quanto meno subitanee, a tutela di agricoltori, cittadini e consumatori. Che i cinghiali rappresentino un serio problema, non solo per gli agricoltori, ma per tutti i cittadini, è un assunto inconfutabile che va urgentemente affrontato, gestito e risolto. Basta parole, promesse e intenti. Ora servono fatti tangibili e azioni concrete. Siamo, quindi, pronti a portare avanti iniziative di protesta ad oltranza, rispetto alle quali nessuno potrà sentirsi dispensato, Amministrazioni provinciali e Giunta regionale incluse”.

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