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Cocconato, primo piano sulla canapa nella mostra tematica di Porrà

Proseguono nell’anfratto a fianco della ottocentesca tettoia comunale di piazza Giordano le esposizioni curate dal geometra Gianfranco Porrà

Proseguono nell’anfratto a fianco della ottocentesca Tettoia comunale di piazza Giordano le piccole mostre tematiche dedicate alla vita di un tempo, curate dal geometra Gianfranco Porrà, consigliere comunale e fortemente impegnato nel volontariato. Quasi tutti gli oggetti presentati sono di sua proprietà e ogni tre mesi il tema viene cambiato. La canapa è il tema della sesta esposizione: si possono ammirare vari attrezzi per la lavorazione della fibra vegetale, lenzuola, sacchi, cordame.

Tra fine Seicento e metà Novecento in Piemonte la canapicoltura rappresentò un’attività di una certa rilevanza: interessava in modo particolare la pianura alluvionale fra Torino e Cuneo, ma anche le colline del Monferrato. La canapa veniva seminata tra marzo e aprile e raccolta in agosto: gli steli venivano lasciati essiccare sul campo e poi in cascina per qualche giorno e quindi portati nei maceratoi. I contadini di Cocconato e dei paesi della zona usavano gli stagni di Codana a Montiglio, dove oggi sorge il noto complesso con piscina.

Nel corso dell’Ottocento l’estensione della superficie coltivata e il miglioramento delle tecniche colturali (con rese di quasi 9 quintali per ettaro) portarono a un fortissimo incremento della produzione che raggiunse il culmine nel 1880 (oltre 500 mila quintali). Negli ultimi due decenni dell’Ottocento una progressiva riduzione della superficie coltivata, dovuta soprattutto alla diffusione di prodotti succedanei (cotone, iuta). Tornata in auge durante gli anni dell’autarchia e dopo una breve ripresa all’inizio degli anni ‘50, la canapicoltura piemontese scomparve definitivamente dalla scena, non potendo più fronteggiare la concorrenza di altre fibre naturali e sintetiche.

Nella foto: la piccola esposizione accanto alla Tettoia comunale di piazza Giordano.

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