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Coldiretti: atteso abbassamento delle temperature, con neve e pioggia, dalla metà di gennaio

Timori per l’anticipo di fioriture causate dalle temperature ben al di sopra della media stagionale

Occorrerà attendere ancora qualche settimana per l’arrivo delle temperature invernali, accompagnate da neve e pioggia. Il persistere dei fronti perturbanti, attualmente in transito, accompagnati dai venti miti di Libeccio e di Scirocco continuano, infatti, a mantenere i termometri ben distanti dagli standard climatici del periodo.

L’arrivo di pioggia e neve resta quindi molto atteso per il mondo agricolo, desideroso di lasciarsi presto alle spalle la grave siccità del 2022, in cui si è registrata la caduta del -30% di precipitazioni, rispetto alla media storica del periodo 1991- 2020. Con l’anomalia climatica, così come evidenziata dall’analisi di Coldiretti sulla banca dati aggiornata da Isac Cnr, il deficit idrico è stato del 40% con pesanti effetti sull’ambiente, e sull’agricoltura. L’auspicio è che le previsioni vengano confermate e, magari, anche anticipate onde evitare le prime fioriture ante tempo, favorite dalle temperature fino a 10 gradi sopra la media, che verrebbero poi gelate compromettendo, definitivamente, il raccolto della conseguente stagione, così come si era già verificato lo scorso anno.

“Oltre alle temperature, anche la pioggia è particolarmente attesa per combattere la siccità nelle campagne – ricorda il Presidente Coldrietti Asti Marco Reggio. – Una pioggia che, per essere di sollievo, dovrebbe durare a lungo e cadere in maniera costante e non troppo intensa; diversamente, i forti temporali, con precipitazioni violente, provocherebbero danni diretti sui terreni incapaci di assorbirne l’acqua che, conseguentemente, si allontanerebbe per scorrimento provocando frane e smottamenti”.

“Meglio ancora sarebbero le nevicate che, gradualmente, potrebbero rilasciare l’acqua nei terreni senza provocare danni in attesa che, dal suo canto, il governo possa stanziare fondi per la creazione dei sempre più necessari invasi idrici, così come richiesti dalla stessa Coldiretti, onde evitare di farci trovare impreparati – chiosa il Direttore Diego Furia.

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