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Causa grandinate e bombe d’acqua

Coldiretti: maltempo, addio a mille ettari di colture e danni per milioni di euro

Prime stime a causa del clima pazzo di quest’estate astigiana

Continua il clima pazzo di quest’estate in Piemonte segnata da continue e pesanti grandinate, piogge torrenziali, vento forte, frane e smottamenti.

Questi eventi estremi nella provincia di Asti stanno mandando in fumo oltre mille ettari di colture per una stima di danni che ammonta a 3,5 milioni di euro tra produzioni e strutture duramente colpite. E’ quanto emerge da una prima ricognizione di Coldiretti Asti rispetto al maltempo che sta continuando, quasi, ininterrottamente lungo tutta la provincia da fine giugno e per tutto luglio, non dando segnali diversi neanche i primi giorni di agosto.

Si tratta solo dell’ultimo capitolo di un’estate segnata fino ad ora, a livello nazionale, da ben 789 eventi estremi tra bombe d’acqua, trombe d’aria, grandinate e temporali violenti lungo tutta la Penisola secondo l’analisi Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (Eswd). Tra gli eventi estremi sono praticamente triplicate le grandinate con 11 tempeste di ghiaccio al giorno dall’inizio dell’estate rispetto allo stesso periodo dello scorso annoQuest’ultimo fine settimana si sono abbattute ancora fortissime grandinate anche nella provincia di Asti, in particolare ad Albugnano e in Valle Bormida, a farne le spese sono soprattutto la vite, i cereali, la frutta, le verdure e il mais.

“Tutti questi ultimi eventi si sommano a quanto già avvenuto nelle scorse settimane e la grandine è l’evento più dannoso perché, dove ha colpito, ha distrutto in pochi minuti il 100% del lavoro di un intero anno” – spiegano Marco Reggio Presidente di Coldiretti Asti e Diego Furia Direttore di Coldiretti Asti.

Una vera calamità in un momento particolarmente delicato per le coltivazioni agricole con le raccolte in corso mentre ci si avvicina anche alla vendemmia. In Italia siamo di fronte alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione e il moltiplicarsi di eventi estremi con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. “Questa situazione ormai non può più essere trattata come una semplice emergenza, dal momento che si innesta su eventi ormai continui di vere e proprie bombe d’acqua rapide e violentissime. Per affrontare i danni causati dagli eventi estremi che stanno devastando i nostri territori – concludono Reggio e Furia – servono strumenti di gestione del rischio sempre più avanzati, di semplice accesso per le nostre imprese, efficaci e con meno burocrazia”.

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