Candidatura Unesco, in Qatarcon le dita incrociate
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Candidatura Unesco, in Qatar
con le dita incrociate

Ultime ore decisive e finalmente si saprà se i paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato hanno conseguito il riconoscimento Unesco e sono stati così inseriti in qualità di cinquantesimo

Ultime ore decisive e finalmente si saprà se i paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato hanno conseguito il riconoscimento Unesco e sono stati così inseriti in qualità di cinquantesimo sito nella lista dei territori “Patrimonio dell’Umanità”. La delegazione piemontese è infatti atterrata giovedì notte in Qatar, piccolo emirato della penisola arabica a nord dell’Arabia Saudita, dove si è riunita la commissione internazionale chiamata a pronunciarsi sulla nostra candidatura.

Non è dato sapere quando nel Centro Congressi di Doha, capitale del Qatar, la pratica verrà discussa, tra venerdì e domenica. L’unica certezza, che solleva lo spirito e incoraggia all’ottimismo, è il parere favorevole di ICOMOS, organizzazione internazionale non governativa volta alla protezione e alla valorizzazione dei monumenti e dei siti di interesse culturale, che nel maggio scorso aveva approvato la candidatura dei paesaggi vitivinicoli del sud Piemonte. Una tappa puramente tecnica ma necessaria per passare con serenità alla fase successiva, quella della verifica e del verdetto della commissione Unesco, che riunisce 30 delegati provenienti da altrettanti paesi chiamati a vagliare le candidature. Espresso il parere tecnico positivo non resta ora che attendere quello politico che, in teoria, rappresenta una mera formalità.

Un clima dunque completamente differente rispetto a due anni fa, quando il fascicolo piemontese fu presentato per la prima volta e subì la bocciatura di ICOMOS, poi sancita dalla commissione riunita a San Pietroburgo. In quell’occasione fu riconosciuta la validità della candidatura dei paesaggi vitivinicoli, della peculiarità delle tradizioni, della bellezza del territorio collinare e dell’eccezionale interazione avvenuta nei secoli tra uomo e ambiente. Eppure fu richiesto di apportare alcune modifiche e nello specifico di circoscrivere ulteriormente i confini del territorio oggetto di riconoscimento che oggi coinvolge 29 comuni sparsi su tre province.

«Siamo soddisfatti del lavoro svolto in questi due anni e che ha coinvolto le amministrazioni locali di tre province in un lavoro di squadra. Il parere positivo di ICOMOS ci fa attendere il responso con maggiore tranquillità» è il commento di Annalisa Conti, ex assessore provinciale all’Unesco e attuale vicepresidente dell’Associazione per la candidatura dei paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato. Con lei in Qatar sono presenti anche il presidente dell’Associazione Gianfranco Comaschi in rappresentanza della Provincia di Alessandria, il direttore Roberto Cerrato per la Provincia di Cuneo, i funzionari Marina Bonaudo e Livio Dezzani della Regione Piemonte e il dirigente della Provincia di Asti Massimo Caniggia. «Il riconoscimento Unesco dovrà essere inteso come un punto di partenza e non di arrivo – dichiara Annalisa Conti – Per continuare ad essere inseriti all’interno della lista dei siti “Patrimonio dell’Umanità” sarà opportuno preservare i requisiti. Fondamentale sarà la collaborazione tra il pubblico e il privato. L’Unesco porterà ad uno sviluppo economico-turistico sul territorio ma è necessario che tutti facciano la loro parte».

Intanto resta la soddisfazione per un progetto nato a Canelli nel 2008. Partito inizialmente come un’ipotesi di candidatura per le Cattedrali Sotterranee si è poi esteso inglobando un territorio fatto di economia, valori e tradizioni piemontesi che, si spera, saranno riconosciuti già da sabato a livello internazionale.

Lucia Pignari

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