Commissariata Rifondazione comunista
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Commissariata Rifondazione comunista

Una federazione commissariata nel giro di pochi giorni, un valzer di accuse reciproche e un futuro in salita per un partito nel quale, pur con idee diverse, il confronto tra gli iscritti, anche con

Una federazione commissariata nel giro di pochi giorni, un valzer di accuse reciproche e un futuro in salita per un partito nel quale, pur con idee diverse, il confronto tra gli iscritti, anche con toni duri, è sempre stato un valore aggiunto. La Rifondazione Comunista di Asti è oggi al centro di una bufera politica dopo la decisione della Direzione Nazionale di commissariare la federazione provinciale guidata Nicolò Ollino. E’ stato Fabio Panero, segretario regionale, a spiegare in una conferenza stampa i motivi che hanno portato alla decisione di azzerare la dirigenza di via Garetti. «Con il commissariamento è stata fermata un’operazione incompatibile con le nostre regole statutarie – racconta Panero – L’ex segretario provinciale Ollino, chiamato a Roma davanti al collegio di garanzia a dare spiegazioni sull’accaduto, ha preferito non presentarsi pur essendo in città per la manifestazione nazionale della FIOM. Così, non c’è stata alternativa che commissariare la federazione di Asti».

Ma Ollino cosa avrebbe avuto intenzione di fare? Sostanzialmente avrebbe voluto utilizzare 10.000 euro in disponibilità della federazione (ciò che resta di un lascito testamentario più consistente, in origine di 27.000 euro poi scesi a 15.000) per creare una nuova associazione in appoggio alle attività politiche del partito e della Sinistra in vista delle elezioni amministrative del 2017. «Utilizzare fondi comuni del partito per fare altro non è possibile – precisa Panero – Quindi il commissariamento ha fermato un’operazione che non sarebbe accettabile in alcun modo». Messo fuori dalla porta Ollino (che non ha rinnovato la tessera del partito) e decaduta la Segreteria, Rifondazione vuole però guardare al futuro con una prima festa del tesseramento che si svolgerà giovedì 23 aprile. «Creeremo un nuovo gruppo dirigente – continua il commissario Panero – perché Asti è una realtà con una storia e una tradizione grande».

«Nessuna intenzione di spendere quei soldi»
L’ex segretario provinciale, però, non ci sta a passare per una persona scorretta o spinta da intenzioni poco trasparenti. «Tanto per cominciare si è trattato di una decisione collettiva votata nel Comitato politico federale con dodici voti favorevoli, un astenuto e un contrario – spiega – Poi i soldi non sarebbero stati spesi per fare l’associazione ma custoditi fino alle elezioni del 2017, per poi metterli in disponibilità del partito e della Sinistra. Per quanto riguarda la mia mancata presenza davanti al collegio di garanzia, ho deciso di non replicare in quella sede perché non mi è piaciuta la modalità dell’operazione. Era stato convocato il comitato politico con un odg sulla costituzione della nuova associazione; poi qualcuno si è inalberato e, in brevissimo tempo, è stata mandata la diffida a procedere e fatto sapere che si sarebbe ricorso alla magistratura, senza che nessuno abbia alzato il telefono per chiedere spiegazioni prima di istruire un processo dall’esito scontato. Credo – conclude con amarezza Ollino – che sia stato solo un pretesto per fare piazza pulita, ad Asti come in altre federazioni, di chi ha manifestato, come il sottoscritto, contrarietà alla linea dettata dal segretario nazionale Ferrero. I dubbi ci sono. Ora, in ogni caso, sono fuori da Rifondazione e con me anche una ventina di giovani. Continueremo comunque a fare politica attiva non in un partito, perché non mi riconosco in nessun partito, ma alla Casa del popolo e nell’Associazione a Sinistra».

Riccardo Santagati

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