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Con il progetto Ardì la Provincia di Asti vuole dare nuova vita alle aree dismesse e inutilizzate

Sono già 90 le zone libere censite che l’Ente vuole far conoscere e valorizzare per richiamare attività sul territorio

La Provincia di Asti ha ufficializzato la nascita dell’innovativo progetto Ardì con il quale intende dare nuova vita alle aree dismesse e inutilizzate presenti sul territorio. Il progetto Ardì s’inserisce nell’ambito delle attività legate alla stesura della 1^ Variante al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (ai sensi della LR 56/77 “Tutela ed Uso del Suolo”), attualmente in fase di redazione, che ha previsto fin da subito il confronto con la Regione Piemonte ed il coinvolgimento dei 118 Comuni dell’Astigiano.

I dettagli sono stati illustrati dall’architetto Nada Ravizza (responsabile del Servizio Pianificazione Territoriale della Provincia di Asti) e dall’ingegnere Franco Brignolo (responsabile del Servizio Ambiente e SUAV della Provincia di Asti).

Hanno partecipato all’incontro anche Paolo Lanfranco (presidente della Provincia di Asti), Fabio Carosso (vicepresidente della Regione Piemonte), Barbara Baino (consigliere della Provincia di Asti con delega alla Pianificazione territoriale), Andrea Amalberto (presidente dell’Unione Industriale di Asti) e Stefania Crotta (direttrice del Settore Ambiente Energia Territorio della Regione Piemonte).

Il processo che ha portato alla creazione della piattaforma è riassumibile in tre fasi. La prima, avviata nei mesi scorsi, ha riguardato il censimento delle aree dismesse ed inutilizzate attraverso il coinvolgimento e la collaborazione dei Comuni (con l’invio di un questionario) e l’integrazione di dati derivati da un’indagine curata da Confindustria Piemonte. La fase due è stata invece improntata sulla schedatura di ciascuna delle aree individuate e la costruzione di una banca dati informatizzata; il terzo ed ultimo passaggio ha portato, infine, alla creazione di una piattaforma web di libero accesso, Ardì, che consente la ricerca delle aree su mappa georiferita, la consultazione e la stampa delle schede associate (servizio offerto in collaborazione con OIKOS Engineering).

Il presidente della Provincia Paolo Lanfranco

Ad oggi, sono 90 le aree libere o dismesse segnalate dai Comuni. Ardì si configura come la sintesi ideale tra la necessità di programmazione del territorio, il recupero funzionale del patrimonio esistente, il soddisfacimento della domanda insediativa nonché per la creazione di un canale privilegiato che consenta di accedere in maniera agevolata ai finanziamenti.

Tramite Ardì si intende costruire una vetrina per condividere la disponibilità delle aree e/o edifici a possibili investitori interessati a insediare sul nostro territorio le proprie attività; creare uno strumento in grado di fornire un impulso allo sviluppo del territorio, in modo concreto e innovativo; coniugare alle finalità di sviluppo economico gli obiettivi connessi al contenimento del consumo di suolo e al recupero e valorizzazione di immobili e siti dismessi (aree compromesse non più convertibili ad un uso agricolo o naturale) e favorire la riqualificazione di aree che possono costituire elemento di degrado del territorio.

L’aggiornamento dei dati e la raccolta delle aree dismesse ed inutilizzate è continua così come la validazione, da parte dei Comuni, delle informazioni relative alle aree (contenute nelle schede). La piattaforma sarà infine utilizzata per individuare aree in cui sperimentare con la Regione Piemonte strumenti di semplificazione burocratica che consentano di realizzare meglio e prima gli interventi sul territorio, anche in ottica di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La data di pubblicazione di Ardì sarà comunicata quanto prima possibile.

«È Un’azione concreta, – commenta il presidente Paolo Lanfranco – semplice, a disposizione delle amministrazioni locali e degli operatori economici, per presentare le opportunità insediative dell’Astigiano e attrarre investitori… o quantomeno per non farsene scappare, come è avvenuto troppe volte in passato».

«L’obiettivo della nuova piattaforma – aggiunge il consigliere provinciale Barbara Baino – è il marketing territoriale, ovvero, la promozione del territorio come luogo in cui trasferire o aprire la propria attività, regalando un nuovo significato e ovviamente nuove economie alle aree abbandonate e/o inutilizzate. Il portale Ardì si propone di valorizzare l’offerta territoriale, di promuovere le opportunità di investimento e di creare dei percorsi di aggregazione di eventuali stakeholders».

«È la giusta strada per censire e rendere più appetibili quelle aree urbanizzate e inutilizzate del nostro territorio» conclude il vicepresidente della Regione, Fabio Carosso.

 

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