Con l’Unesco si abbatte il capannoneper restaurare il paesaggio
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Con l’Unesco si abbatte il capannone
per restaurare il paesaggio

Inizieranno con la primavera i lavori per la demolizione di uno dei capannoni di proprietà dell'agriturismo Albarossa, a poche centinaia di metri da quella chiesetta del Bricco Cremosina che è

Inizieranno con la primavera i lavori per la demolizione di uno dei capannoni di proprietà dell'agriturismo Albarossa, a poche centinaia di metri da quella chiesetta del Bricco Cremosina che è parte della core zone "Nizza e la Barbera" del paesaggio dei vigneti di Langhe-Roero e Monferrato di recente proclamati Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Maria Evi Volpato e Karl Goran Karlsson, titolari dell'ampia struttura ricettiva, hanno scelto questa strada per dare risalto alla parte dell'edificio più antica e in armonia con l'ambiente circostante, togliendo di mezzo l'imponente area prefabbricata, ampia circa 500mq e risalente agli anni ?80. In parallelo alla demolizione, gli architetti Andrea Cappellino, Giuliano Gianuzzi e Veronica Evelina Ragogna hanno progettato una mitigazione dell'impatto ambientale del resto dell'edificio: la parete sarà intonacata con un colore vicino a quello della terra, in parte ricoperta di pannelli in rami di nocciolo, in parte facendovi crescere piante locali, pioppi e rampicanti.

Per presentare l'iniziativa sabato mattina presso l'agriturismo si è svolto un convegno sul tema del "restauro" del paesaggio, riguardo a cui questo progetto può diventare una "case history". «Dopo la ricerca della sostenibilità, ciò a cui si deve puntare è il miglioramento della qualità della vita, elemento che può incrementare l'attrattiva di un territorio ?- ha spiegato il docente Giulio Mondini, direttore del SITI, ente che si è occupato della preparazione del dossier per l'Unesco ?- Esiste già un caso di capannone recentemente smontato a Loazzolo. Anziché perdere valore, la proprietà privata ne acquisisce».

Tra gli altri interventi della mattinata quelli di Maria Rita Mottola, Presidente del Centro studi sul paesaggio culturale del Monferrato, Roberto Cerrato, presidente dell'Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato e Marco Devecchi, presidente dell'Ordine dei Dottori Agronomi della Provincia di Asti, oltre al sindaco Flavio Pesce e all'on. Massimo Fiorio. Che nel Nicese la qualità della vita sia elevata, lo testimonia Karl Karlsson, stabilitosi in zona dopo aver lavorato per anni in tutto il mondo. Attenzione, però, all'uso corretto delle parole, come fatto notare in chiusura da Valerio Di Battista, Coordinatore della Rete degli Osservatori del Paesaggio del Piemonte: «Quello di restauro è un concetto complesso, implica il ritorno a un ipotetico "primitivo splendore", difficile da individuare all'interno di un paesaggio fortemente antropizzato. Il problema vero è mantenere l'equilibrio tra la conservazione di ciò che individuiamo come significativo, e l'inevitabile e giusta trasformazione».

Fulvio Gatti

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