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Con l’Istituto Monti la scienza diventa accessibile a tutti

La scienza è divertente e accessibile a tutti. È questo il pensiero che sta alla base dell’iniziativa “La scienza che spasso”, la due giorni alla scoperta delle materie scientifiche proposta dal liceo Augusto Monti di Asti che si è tenuta venerdì e sabato scorsi

Al Monti la scienza a “portata di mano”

La scienza è divertente e accessibile a tutti. È questo il pensiero che sta alla base dell’iniziativa “La scienza che spasso”, la due giorni alla scoperta delle materie scientifiche proposta dal liceo Augusto Monti di Asti che si è tenuta venerdì e sabato scorsi.

Conferenze del venerdì

Dopo le conferenze tenute, nella giornata di venerdì, da Luca Bonfanti (Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi e UniTO) e Pietro Antonio Grassi (UniPO) rispettivamente sull’invecchiamento cerebrale e sui computer quantistici, la manifestazione ha continuato nel pomeriggio di sabato scorso.

La passeggiata

In programma “Lo spasso delle scienze”, un’inedita passeggiata tra musei, laboratori e stand espositivi.
Dalle ore 15, era possibile visitare i laboratori scientifici dell’istituto Monti, riammodernati grazie al premio di 50.000 euro vinto da un gruppo di studenti al concorso Mad for Science 2018.

“Abbiamo lavorato sulla sicurezza alimentare, in particolare sulla rivelazione di micotossine, composti tossici prodotti dai funghi responsabili dei fenomeni di avvelenamento – spiegano Lorenzo Tripodi e Lorenzo Masera, di 5AA, due dei ragazzi vincitori – ed, essendo arrivati primi, abbiamo potuto avere un laboratorio nuovo, funzionale, che permetterà alla nostra scuola di continuare negli anni il nostro progetto, che prevede pure la catalogazione dei funghi e delle micotossine che si esaminano, anche in lingua inglese perché crediamo nella multidisciplinarietà come valore aggiunto al nostro sogno, che man mano diventa realtà”.
“Teniamo molto a queste giornate– aggiunge Masera – perché ci permette di vedere lo studio da un’altra prospettiva, in un modo alternativo, non solo dal punto di vista teorico, ma anche pratico”. D’accordo con lui anche una sua compagna di classe, Elena Accornero: “Queste belle esperienze accendono in noi l’interesse”.

Gli studenti diventano “guide”

Un interesse che riescono a trasmettere ai visitatori, perché sono proprio loro, insieme ai loro insegnanti, che con passione e competenza, guidano gli interessati da una postazione all’altra, spiegando ora un progetto di robotica, ora un esperimento sul PH (dove si utilizzano sostanze comuni, che si trovano in casa, perché “vogliamo far capire che la chimica è quotidianità”), ora le cellule del polmone umano a microscopio, ora un vero e proprio “Atelier della scienza”.
“Sono davvero soddisfatto e orgoglioso delle risposte dei miei ragazzi – afferma con entusiasmo il professor Luca Sommovigo, insegnante di fisica – che spesso aderiscono volontariamente a ore extra-curriculari per questi progetti e sono felice di aver fatto conoscere alla cittadinanza tutto ciò.

Abbattere le barriere tra insegnanti e studenti

L’idea con cui lavoro è quella di abbattere le barriere tra insegnanti e studenti: in laboratorio si impara insieme. Io ho il ruolo di guida, ma posso solo lasciare alcuni input, porre le domande giuste da cui loro poi liberamente possano costruire ciò che vogliono, trovare la propria strada”. Punta di diamante della visita, inoltre, gli esperimenti proposti dal prof. Angelo Maggiora, ricercatore CERN e INFN, che ha mostrato in anteprima il suo ultimo progetto: il cosmic hunter, un rilevatore di raggi cosmici.

In giro per la città

Il percorso scientifico, poi, continuava anche per le vie di Asti: a Palazzo Ottolenghi, infatti, vi era il museo di Burattini, presso la biblioteca astense si potevano consultare libri scientifici, mentre in via Asinari, vi erano stand espositivi e un mercatino di prodotti ricavati da materiale di recupero, realizzati da alcuni studenti di liceo, dai detenuti della Casa di Reclusione di Asti in collaborazione con il CPIA e da alcune altre realtà astigiane, come l’Affas e l’Utea.

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