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San Damiano, Caliendo rassicura: "Faremo il possibile per ridurre le tasse"
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San Damiano, Caliendo rassicura: "Faremo il possibile per ridurre le tasse"

Il primo Consiglio comunale svoltosi nei giorni scorsi è stato occasione, oltre che per gli adempimenti di rito previsti dalla legge, anche per l'enunciazione del programma che la maggioranza

Il primo Consiglio comunale svoltosi nei giorni scorsi è stato occasione, oltre che per gli adempimenti di rito previsti dalla legge, anche per l'enunciazione del programma che la maggioranza intende perseguire e per le successive precisazioni e contestazioni da parte della minoranza consiliare.

Il consigliere di minoranza Dino Franco si è augurato possa crearsi una collaborazione «soprattutto sul tema dell'occupazione, per recuperare in ogni modo posti di lavoro, diminuendo le tasse che bloccano le imprese e valorizzando l'area industriale. Devono inoltre essere rivisti la tassazione, oggi eccessiva, ed ogni capitolo di spesa: no alla realizzazione di un'ala di Piazza 1275 come è stata sinora presentata, perché sarebbero soldi sprecati».

Paolo Baldini, capogruppo della lista "Cambiare si può", ha augurato buon lavoro alla nuova Amministrazione, che ha presentato «un programma di cui ho anche apprezzato alcuni punti. Il nostro impegno sarà quello di essere presenti e portare a conoscenza della gente quel che accade, svolgendo un ruolo di monitoraggio e trasparenza, ma essendo disponibili a fornire contributi ed idee».

Anche Valter Valle ha ribadito la sua contrarietà «ai lavori faraonici previsti per il foro boario. Il paese deve ripartire dalle imprese, per creare occupazione: oggi amministrare è una sfida che richiede un impegno a tempo pieno, in stretto collegamento con la Regione e con un piano casa che non preveda nuove costruzioni, ma solo ristrutturazioni. Non serve neppure spostare l'enoteca in nuovi locali perchè da subito si può fare una convenzione con la Bottega del vino comunale».

Alle osservazioni presentate, Mauro Caliendo ha risposto che «oggi abbiamo l'orgoglio di aver amministrato San Damiano in uno dei momenti più difficili del dopoguerra, con problemi mai postisi prima. Il progetto del mercato coperto di Piazza 1275 si potrà realizzare solo con finanziamenti esterni del 90%: quanto all'area industriale, dei 21 lotti esistenti ben 19 sono occupati e danno lavoro a 120 persone e mi auguro di poter avere altre aree disponibili per ulteriori aziende. Negli scorsi anni si è amministrato con oculatezza e faremo tutto quel che si potrà per ridurre il carico fiscale dei cittadini».

Si è poi proceduto alla nomina della commissione elettorale di cui faranno parte come membri effettivi, oltre al sindaco, i consiglieri Migliasso e Quaglia per la maggioranza e Marchiaro (minoranza); saranno membri supplenti Benotti e Gerbi (maggioranza) e Baldini (minoranza). La proposta di eleggere il presidente del Consiglio comunale ha suscitato diverse polemiche, al termine delle quali è stato comunque nominato presidente il consigliere Davide Migliasso.
A proposito dell'elezione, il consigliere di minoranza Dino Franco, riferendosi alla volontà della maggioranza di designare un presidente del Consiglio comunale, ha commentato la decisione con un riferimento al precedente presidente, Nadia Mion.

La battuta di Dino Franco è stata ritenuta del tutto inopportuna da quest'ultima, che tiene a fare la seguente precisazione: «Sul ruolo che ho svolto nei cinque anni scorsi mi sarei aspettata critiche dai consiglieri di cui ero Presidente, ma non ne ho mai avute. Le sedute consiliari si sono svolte nel rispetto del ruolo che ciascun consigliere ricopriva e dell'istituzione che rappresentavamo, all'insegna di un dialogo e di un confronto sempre civili, principio da me fortemente osservato, sia nei lavori preparatori del consiglio, sia delle commissioni. Quanto alle motivazioni che mi hanno portato alla scelta di non proseguire la mia esperienza politica, si tratta di questioni di carattere esclusivamente familiare, come ben sa chi mi conosce, per cui non si è mai posta la questione di affidarmi incarichi di qualsivoglia genere, avendoli io rifiutati a priori. Cinque anni fa mi sono avvicinata alla politica con il desiderio di vivere l'esperienza amministrativa come consigliere, cercando di fare del mio meglio: voglio anche precisare che il mio incarico di presidente del Consiglio comunale non è costato nulla ai sandamianesi, avendo io rinunciato al compenso di legge».

Renato Romagnoli

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