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Consiglio comunale: Rovera lascia, passa Bosia, ma entra Malandrone

Il noto giornalista RAI termina la sua avventura in aula, ma resterà a lavorare tra le fila del gruppo. Subentra Anna Bosia, ma sarà Mario Malandrone a sedersi tra i banchi della minoranza

Ambiente Asti: Beppe Rovera lascia il Consiglio

Doppia surroga in Consiglio comunale tra le fila del gruppo “Ambiente Asti”. L’unico esponente del sodalizio, l’ex giornalista RAI Beppe Rovera, ha rassegnato le dimissioni. Al suo posto subentrerà Anna Bosia, già consigliera di minoranza con “Uniti per Asti” durante l’ex amministrazione Brignolo. L’eletta resterà in aula solo nella seduta di lunedì 1° aprile, poi si dimetterà a causa di impegni sul lavoro che le impedirebbero di seguire i lavori consiliari.

Così, in assemblea, arriverà il terzo più votato del gruppo, Mario Malandrone, insegnante al CPIA, attivista nel mondo del sociale e dell’ambiente. Le dimissioni di Rovera sono dettate dalla volontà, condivisa da tutto il gruppo, di garantire periodicamente un ricambio degli eletti in seno al Consiglio comunale.

Questa mattina la conferenza stampa per spiegare i motivi

Questa mattina, a FuoriLuogo, ci sarà una conferenza stampa di “Ambiente Asti” durante la quale saranno spiegate le motivazioni dell’avvicendamento, ma contattato al telefono, mercoledì, Rovera aggiunge: «Il cambio della guardia aiuterà il nostro gruppo politico a far ripartire iniziative sul territorio a supporto e integrazione del lavoro in opposizione». «Ho avuto un bel rapporto con gli altri esponenti di minoranza – continua Rovera – abbiamo spesso condiviso le battaglie, pur mantenendo ciascuno le proprie sensibilità».

Il giudizio sull’amministrazione Rasero

Quando gli chiediamo un giudizio sull’amministrazione Rasero, il giudizio è critico: «Francamente mi aspettavo di più. Era partita bene con il primo Consiglio fuori Palazzo, in piazza, sotto gli occhi di tutti; importanti anche i Consigli comunali aperti su Agrivillage e sulla spinosa vicenda dell’Oasi dell’Immacolata. Ma in seguito c’è stata un’altra storia: una maggioranza che approva a scatola chiusa e non discute, un sindaco accentratore e poco incline ad accettare critiche od osservazioni che interpreta, anzi, come attacchi personali, una giunta che aumenta le tariffe pubbliche e taglia le risorse a chi, sfortunato, le aveva conquistate a fatica per assicurarsi una vita indipendente. E poi tanti annunci, un mare di trovate per fare le nozze con i fichi secchi, agire senza dover spendere, convocazioni di Consiglio a rotta di collo per deliberare in tempo utile a non perdere fondi di bandi pubblici».

Severo anche sulla questione Asp, sulla Relazione Falduto e la commissione di esperti «con il compito di rivoltare l’azienda come un calzino, mentre ne è uscito un papocchio con contorno di vertici nominati e dimessi nel giro di pochi mesi e tutti scontenti, compresi pezzi di maggioranza».

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