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Consiglio comunale: Walter Rizzo a un passo dalla presidenza

Dopo le dimissioni di Giovanni Boccia si cerca il successore che resterà di maggioranza: papabili Ragusa e Rizzo, ma quest'ultimo è dato per certo

Questa sera si eleggerà il nuovo presidente del Consiglio comunale di Asti: la nomina di Walter Rizzo è data per certa

Si svolgerà questa sera, venerdì, alle 19.30 il Consiglio comunale on line durante il quale sarà eletto il nuovo presidente. Un Consiglio che segue l’ultima accesa convocazione durante la quale sono volate accuse pesanti contro il sindaco Rasero da parte del consigliere di minoranza Massimo Cerruti (M5S). Una querelle, l’ennesima, scoppiata durante la presentazione di una pregiudiziale sul voto segreto per l’elezione del presidente che, secondo il pentastellato, non sarebbe garantito dalla piattaforma digitale. Rasero ha accolto la pregiudiziale non perché condividesse quei timori, ma per consentire ai tecnici di spiegare a tutti come si voterà on line e con quali garanzie. Però nell’ultimo Consiglio è anche mancato il numero legale, un “incidente”, voluto o meno, che ha fatto concludere i lavori in maniera repentina impedendo a Cerruti di completare le sue osservazioni. A parte gli screzi tra le fazioni, c’è attesa per sapere il nome del nuovo presidente che prenderà il posto di Giovanni Boccia. Sebbene Rasero abbia suggerito ai suoi stessi consiglieri l’ipotesi di offrire la carica alla minoranza, come ruolo di garanzia, la scelta sarà di mantenere un presidente di maggioranza e, in particolare, tutto lascia intendere che toccherà a Walter Rizzo, eletto tra le fila della Lista Rasero, prendere il posto di Boccia. Che Rizzo diventi il nuovo presidente del Consiglio è quasi certo perché l’ex presidente fa parte della Lista Rasero che manterrebbe la prelazione sull’incarico. Dei cinque consiglieri eletti in lista solo due sarebbero davvero papabili per il ruolo: Francesca Ragusa e Walter Rizzo. Ragusa, però, è già capogruppo, consigliera e vice presidente della Provincia. Diventare anche presidente del Consiglio comunale sarebbe un cumulo di cariche fin troppo impegnativo e automaticamente Rizzo sarebbe il vero favorito. Salvo veti dell’ultimo minuto o franchi tiratori, la nomina di quest’ultimo sarebbe già stata condivisa con il benestare di Rasero.

Quaglia replica a Ragusa

La bagarre cui abbiamo assistito nell’ultimo Consiglio on line tiene vivo il dibattito tra maggioranza e opposizione. La consigliera di maggioranza Francesca Ragusa aveva criticato il comportamento dell’opposizione durante l’assemblea rimarcando che la tenuta della maggioranza è comunque fuori discussione e che non c’è alcuna crisi in atto.

A risponderle è ancora una volta Angela Quaglia. «Comprendo bene le ragioni per cui la capogruppo della lista del sindaco polemizzi con la minoranza dopo un Consiglio comunale, mezzo in presenza e mezzo on line, in cui abbiamo assistito, per l’ennesima volta, ad una esautorazione da parte del sindaco del ruolo del Consiglio, trasformando i consiglieri della sua maggioranza in esecutori obbedienti degli ordini che lo stesso dava dal suo ufficio – commenta la vice presidente dell’assemblea – La capogruppo Ragusa definisce sterili le osservazioni sul luogo del Consiglio: faccio notare che quasi tutte le riunioni di altri organismi si svolgono ormai in presenza, con le dovute cautele. Solo al Consiglio comunale è preclusa questa possibilità. Quanto alle pratiche (“trattate e votate all’unanimità della maggioranza”) diventa necessario sottolineare che non un intervento c’è stato da parte della maggioranza: i consiglieri si sono limitati ad esprimere il voto senza osservazioni. E’ questo il modo per dimostrare disponibilità e ricerca di dialogo?»

La consigliera torna anche sul suo ruolo di “garante dei lavori”

«Tengo a far notare che l’intervento del consigliere Cerruti, che ha cercato di argomentare la non possibile segretezza del voto per l’elezione del nuovo presidente, è stato più volte interrotto proprio dal sindaco. I toni si sono alzati ed è stato a quel punto che i consiglieri di maggioranza si sono disconnessi facendo mancare il numero legale. Non so dire se lo abbiano fatto obbedendo a degli ordini o semplicemente perché non era stato raggiunto un accordo in maggioranza per l’elezione del nuovo presidente. Resta il fatto che alla chetichella hanno abbandonato la seduta rifiutando il confronto e la discussione».

Riccardo Santagati