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Coppo ed Ebarnabo: Fratelli d’Italia, la mission di un centrodestra partecipato

A pochi giorni dal voto, si fa sempre più serrata la campagna elettorale intrapresa da Fratelli d’Italia. Venerdì sera, l’onorevole Guido Crosetto sarà all’Hotel Salera, dalle 18.30, per

A pochi giorni dal voto, si fa sempre più serrata la campagna elettorale intrapresa da Fratelli d’Italia. Venerdì sera, l’onorevole Guido Crosetto sarà all’Hotel Salera, dalle 18.30, per presentare, insieme ai candidati astigiani, il programma della formazione, di cui è tra i fondatori con Giorgia Meloni e Ignazio La Russa. Nel frattempo, il consigliere comunale d’opposizione Marcello Coppo (n° 7 lista Camera Deputati Piemonte 2) e l’ex vice sindaco Sergio Ebarnabo (n° 6 lista Senato Piemonte) giudicano «positivo il clima e ottimo l’apprezzamento relativo a questo nuovo partito».

I due candidati ricordano quindi le motivazioni alla base della loro divergenza rispetto al PDL e dell’assenso a Fratelli d’Italia. «La mia candidatura – afferma Coppo – è il segnale dell’adesione a un progetto fondamentale per la costruzione di un centrodestra partecipato, a seguito della triste consapevolezza che il PDL si è trasformato in un semplice franchising del marchio Berlusconi. Basta alla politica delle stanze chiuse e dei salotti. La rivoluzione che Fratelli d’Italia può portare anche a livello locale è costituita da congressi e primarie. Una rivoluzione delle coscienze – aggiunge Ebarnabo – C’è la necessità, infatti, di fare politica come strumento nobile per migliorare le condizioni di vita nazionali. Purtroppo anche ad Asti abbiamo assistito a una sorta di “libanizzazione” del PDL, dove le poche scelte erano impostate altrove e poi “scodellate” in sede di partito».

Quale dunque l’utilità del sostegno a Fratelli d’Italia? «E’ il voto più utile – sostiene Coppo – perché rimane nell’unico schieramento che vuole abbassare le tasse e costituisce un mattone per costruire una vera casa comune del centrodestra. Quel centrodestra – annota Ebarnabo – che avrebbe dovuto essere il PDL». In quest’ottica, la “mission” della neo formazione «è non solo di rappresentare – dice Coppo – ma di essere l’Italia vera, che si confronta con i freni della burocrazia e l’ingiustizia delle piccole angherie, che lo Stato fa patire, in primis quelle dell’Agenzia delle Entrate. L’obiettivo – incalza Ebarnabo – è dare credito e difendere il nostro Paese, l’economia reale, le aspettative future».

Per tale fine, «il programma – fa sapere Coppo – poggia sui cardini del merito e della partecipazione. Gli italiani – rimarca Ebarnabo – devono essere i protagonisti attivi del loro futuro». Tanti quindi i punti programmatici concreti (consultabili sul sito internet del parito, clicca qui) e le idee alla base dell’Italia da realizzare, su cui i due candidati richiamano l’attenzione. Ad esempio, «l’eliminazione e la restituzione dell’Imu sulla prima casa; il divieto di pignoramento di quest’ultima; la riforma fiscale all’americana e la volontà del limite massimo, in Costituzione, del 40% per l’imposizione; lo sgravio sia di imposte sia di contributi sulle nuove assunzioni; e la formazione  professionale; senza dimenticare la sicurezza: non si può dare più poteri a Equitalia che alla Polizia», annota Coppo.

I due candidati si soffermano inoltre su una serie di impegni e battaglie che in particolare intendono “sposare” sia nell’ultimo rush elettorale sia in caso di elezione. «Premesso – dichiara Coppo – che continuerò in questi giorni a fare conoscere il programma, se sarò eletto cercherò di sburocratizzare e agevolare gli investimenti produttivi e infrastrutturali. A mio avviso – ritiene Ebarnabo – occorre ripristinare la legge sul divieto alle banche, che facevano raccolta di risparmi, di speculare in finanza; regolamentare l’importazione ai paesi che ci fanno concorrenza sleale; diminuire l’Iva al 15% e le accise sull’energia, per riavviare i consumi; limitare le pensioni milionarie e aumentare le minime, rapportandole al costo reale della vita; esentare dall’onere dei contributi per 5 anni tutte le nuove assunzioni».

Tra gli obiettivi evidenziati da Ebarnabo anche «la verifica della produttività relativa alle responsabilità affidate ad ogni livello dello Stato; la determinazione di nuovi strumenti di credito per famiglie e piccole imprese; il controllo, in tema di sicurezza e giustizia sociale, affinché le leggi siano fatte applicare; la garanzia della dignità per i nostri anziani».

Manuela Zoccola

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