Maurizio Rasero
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Coronavirus: ad Asti rimborsi per i nidi comunali chiusi

Il Piemonte si prepara a dover affrontare un eventuale picco dell’epidemia – L’ospedale di Tortona destinato solo a casi di Covid-19

Nei sei asili nido rette scontate per la chiusura prolungata

Il sindaco di Asti, Maurizio Rasero, ha appena ufficializzato un’importante decisione presa nella Giunta. Le rette dei 6 asili nido comunali, rimasti chiusi la scorsa settimana e che continueranno ad essere chiusi almeno fino a lunedì, non saranno pagate dalle famiglie. La decisione della Giunta riguarda le due settimane interessate dalla chiusura straordinaria delle scuole e interessa i nidi la Coccinella, il Colibrì, il Panda, il Gabbiano, lo Scoiattolo e la Rondine.

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Le rette, infatti, saranno scalate nella prossima mensilità. Una decisione attesa, ma anche caldamente suggerita qualche giorno fa dal gruppo consiliare di Uniti si può che, tramite i consiglieri Michele Anselmo e Mauro Bosia, aveva chiesto al sindaco Rasero di non far pagare l’intera retta alle famiglie che non hanno potuto usufruire del servizio a causa dell’emergenza Coronavirus.

In Piemonte la situazione dei contagi si aggrava

Intanto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha voluto aggiornare i piemontesi sui dati dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e che, rispetto a ieri, ha visto salire il numero dei cittadini risultati positivi al Covid-19.

Sono diventati 63 i casi positivi: 40 in provincia di Asti, 6 in provincia di Torino, 4 nel Verbano-Cusio Ossola, 3 in provincia di Novara, 2 nel Vercellese e 6 nell’Alessandrino, ai quali si aggiungono un paziente proveniente dalla provincia di Cremona e uno dalla provincia di Piacenza. Ne sono attesi 6 da Finale Ligure. Già 16 persone sono tuttora ricoverate negli ospedali e di queste 10 sono al Cardinal Massaia, di cui 2 in rianimazione e 8 nel reparto malattie infettive. Sono 42 le persone in isolamento fiduciario domiciliare, la maggior parte componenti della comitiva reduce dal soggiorno di Alassio.

Finora sono 479 i tamponi eseguiti in Piemonte, 391 dei quali risultati negativi. Dall’Istituto Superiore di Sanità è stato confermato un solo caso sui 63 complessivi. Per gli altri si attende ancora il responso dello stesso Istituto.

Domani l’incontro a Roma per chiedere aiuti per il Piemonte

Mercoledì il presidente della Regione Cirio andrà a Roma per alcuni incontri istituzionali, tra cui quello con il Presidente del Consiglio Conte. Sul tavolo misure straordinarie che Cirio chiederà al Governo per sostenere il Piemonte in questo momento di crisi che sta interessando molti settori dell’economia. Ma non solo.

“Chiederò una misura specifica per aiutare le famiglie del Piemonte, – ha detto Cirio – quelle famiglie che hanno dovuto sostenere dei costi. E anche se da Roma non arriveranno risposte in questo senso, noi intendiamo fare la nostra parte e quindi aiutare quelle mamme e papà che hanno dovuto pagare ugualmente la retta scolastica, o dell’asilo, senza che gli asili fossero aperti”.

Cirio ha poi spiegato gli sforzi fatti per estendere la rete di contenimento del Coronavirus: “Abbiamo lavorato a lungo e voglio ringraziare l’assessore alla Sanità Icardi perché oggi abbiamo predisposto il Piano di emergenza della rete ospedaliera della nostra regione. Questo vuol dire che il Piemonte si sta attrezzando ad affrontare una situazione che potrebbe degenerare, anche se ci auguriamo che non degeneri. Non abbiamo focolai in Piemonte, ma l’evoluzione della malattia ci dice che le persone vanno in crisi respiratoria e una parte, sebbene minimale di esse, ha bisogno di un ricovero ospedaliero in una struttura in terapia intensiva. Abbiamo circa 200 posti letto in terapia intensiva, ma non possiamo dedicarli tutti al Coronavirus perché la gente continua ad ammalarsi anche di altre malattie. Allora dobbiamo in maniera ponderata guardare quelle che sono le esigenze ordinarie della sanità piemontese, ma dall’altra parte essere pronti per non trovarci impreparati all’ultimo momento a dover gestire un impennata di necessità di ricoveri”.

Tortona è il primo ospedale regionale specifico per Covid-19

Per questo motivo la Regione ha creato a Tortona il primo ospedale specifico per Covid-19.  Si tratta dello stesso nosocomio che è stato interessato in questi giorni da un caso di contagio di Coronavirus, per cui risultano posti in osservazione alcuni sanitari e chiuso il Pronto soccorso. “Una situazione – hanno precisato dalla Regione Piemonte – che ha suggerito all’Unità di crisi di indicarlo come struttura interamente riservata al ricovero di pazienti contagiati dal virus in tutto il Piemonte, rispondendo a quanto era stato espressamente richiesto ieri dal Ministero della Salute. Nei prossimi giorni i pazienti attualmente ricoverati a Tortona verranno gradualmente trasferiti in altre strutture, in modo da consentire l’utilizzo esclusivo di tutti i reparti per l’emergenza”.

“Il dato di oggi – ha aggiunto Cirio – ci dice che da una parte c’è un incremento nel numero (dei contagiati ndr) e dall’altra parte c’è anche un aggravamento delle condizioni di salute. Per rispondere ad un’impennata delle emergenza, anche se ci auguriamo che questo non accada, dobbiamo farci trovare pronti e preparati”.

Alcuni dati dell’emergenza

Cirio ha quindi ricordato che negli alberghi piemontesi si sono registrate disdette fino al 90% e che al numero verde istituito dalla Regione per rispondere alle domande sul Coronavirus, l’800.19.20.20, sono già arrivate 7.200 chiamate. Infine ha evidenziato che il Piano di contrasto al Coronavirus continua ad essere aggiornato in un confronto continuo con i sanitari e i medici e che la Regione continuerà a prendere le scelte opportune basandosi sui dati scientifici a disposizione.

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