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Coronavirus: la Diocesi di Asti si è resa disponibile ad accogliere a Villanova gli anziani in quarantena

Il vescovo Prastaro: «Abbiamo pensato di accogliere la richiesta fattaci di ospitarli alla Casa del Pellegrino per farli sentire vicino a casa»

Il vescovo di Asti spiega la scelta della Diocesi di accogliere nella Casa del Pellegrino di Villanova gli anziani in quarantena

Con una nota stampa diramata nella tarda serata di giovedì, il vescovo di Asti, monsignor Marco Prastaro, spiega il motivo per cui la Diocesi di Asti si è resa disponibile ad accogliere, nella Casa del Pellegrino di Villanova d’Asti, tutti gli anziani astigiani che da Alassio, una volta risultati negativi al tampone del Covid-19, dovranno continuare la quarantena nell’Astigiano. Una quarantena di due settimane in isolamento controllato, ma almeno più vicina a casa.

Ecco il testo scritto dal vescovo di Asti:

Con serena consapevolezza mettiamo a disposizione la casa del pellegrino di Villanova per ospitare i 32 pensionati che al momento sono in quarantena in un hotel di Alassio dove erano alloggiati per un soggiorno promosso dalla nostra provincia.

Solo ieri, iniziando la quaresima ci ricordavamo come ci è chiesto di avere “un cuore che sente come quello di Dio cioè un cuore che “sente” il dolore del fratello come il proprio dolore, che sente il grido dell’altro come il proprio grido”.

Pensando a queste persone anziane, che sono sottoposte ad un periodo di isolamento, ci rendevamo conto che essere più vicini a casa poteva contribuire ad alleviare il loro dolore e disagio.

Personalmente mi sono chiesto che cosa avrei desiderato che avvenisse se fra quelle persone ci fosse stata mia madre. Ed allora abbiamo pensato di accogliere la richiesta fattaci di ospitarli alla casa del pellegrino per farli sentire vicino a casa. Non a casa, purtroppo perché dovranno restare in quarantena per il periodo necessario, non potranno avere contatti diretti con nessuno, dovranno rimanere nelle stanze a loro assegnate, non li si potrà andare a visitare, l’area sarà presidiata costantemente. Ma saranno vicini a casa, e ciò già, nonostante la situazione drammatica, li potrà rincuorare; potranno godere della “vicinanza” dei loro cari, senza, sfortunatamente, incontrarli materialmente, per qualche giorno, ma se avranno bisogno di qualcosa, sarà facile farglielo avere, magari semplicemente un cambio di biancheria, o una medicina che abitualmente prendono, o un libro che stavano leggendo, o la rivista che amano, o l’uncinetto o i ferri per passare un po’ il tempo, o un cibo che a loro piace particolarmente. Per i parenti in apprensione sarà più facile avere notizie, mandare o ricevere un saluto, far avere un biglietto di incoraggiamento.

L’isolamento lo avrebbero potuto fare nell’albergo di Alassio, ma non sarebbe assolutamente stata la stessa cosa, avendone la possibilità sarebbe stato senza cuore tenerli laggiù.

Ed è per questo che è importante averli vicini; e quindi ritengo necessario ringraziare già fin d’ora chi si prenderà cura di loro, chi vigilerà sulla loro sicurezza e sulla sicurezza di tutta la comunità. Ringrazio le autorità che hanno collaborato al tutto.

Soprattutto ringrazio in anticipo la popolazione di Villanova per la quale materialmente non cambierà nulla nella quotidianità, ma che comunque accoglie e accompagna questi nostri “nonni” in difficoltà. Ci sono sempre tanti problemi da affrontare, a volte da subire, ma ritengo un segno di grande speranza e gioia il fatto che ci siano ancora tantissime persone “capaci di compassione, di solidarietà, di empatia, cioè di provare in loro ciò che l’altro prova.”

Preghiamo anche per i nostri 32 amici, il Signore doni loro salute e anche tanta pazienza e forza per affrontare questo momento difficile.

Il vescovo di Asti Marco Prastaro

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