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Costigliole d’Asti, in un libro “Dragone e la storia di Bionzo”

Autori del volume i costigliolesi Guido Boeri e Dante Chiola. I proventi della vendita del libro saranno devoluti alla locale Croce Rossa

“Dragone e la storia di Bionzo”

Conservare la memoria di un piccolo borgo, delle sue tradizioni, della sua storia, delle persone che gli hanno dato vita. Nasce con l’intento di fornire una testimonianza scritta, che perduri nel tempo, “Dragone e la storia di Bionzo”, volume che porta la firma di Guido Boeri e Dante Chiola, bionzesi doc, e che racconta la realtà della piccola frazione di Costigliole insieme ad un’altra realtà importante della zona, la ditta “Dragone”, che proprio da Bionzo ha preso vita e leader da anni nel settore delle macchine agricole. «Alla soglia dei miei 86 anni, ho pensato di raccontare come è nata l’azienda “Dragone” e il perché del suo nome. Nel fare questo parlo della mia famiglia, della mia gioventù, del mio borgo e di chi ho conosciuto. E ho chiesto aiuto all’amico Dante, che sapevo aver raccolto materiale storico su Bionzo», racconta Guido Boeri, fondatore insieme al fratello Alfonso dell’azienda “Dragone” e sindaco di Costigliole dal 1995 al 1999. Con l’amico Dante il legame del borgo nativo, con la condivisione della stessa cultura contadina; ma anche l’esperienza amministrativa a Costigliole. Un impegno a cui Dante Chiola si è dedicato con passione, prima all’opposizione, per tre tornate amministrative a partire dal 1980, e poi come assessore alla Cultura e Servizi sociali, dal ‘95 con Boeri e successivamente con il sindaco Luigi Solaro. Dall’esperienza di lavoro ai Servizi sociali del Comune di Asti e il suo profondo legame di affetto per il suo paese, l’impegno di Chiola come assessore e la sua attenzione per la cultura, da cui è nata la voglia di mettere nero su bianco la storia di Bionzo. «Anche grazie a don Paolo Prunotto, autore, tra l’altro, della storia delle chiese di Costigliole, ho raccolto in diversi anni documentazione storica e antropologica sugli abitanti della borgata. E ho accolto con piacere la proposta di collaborazione di Guido», spiega Chiola. Il lockdown della scorsa primavera ha offerto il tempo per lavorare al libro, che ha visto la sua pubblicazione nel mese di settembre. L’impaginazione è stata curata da Renata Boeri, nipote di Guido; e molte interessanti fotografie corredano il volume, donate, insieme ai loro preziosi ricordi personali, da tanti bionzesi.

La memoria di un mondo contadino che non c’è più

«È la memoria di un mondo contadino che non c’è più, fatto di tanta fatica, che spesso porta ad ingegnarsi per superare le difficoltà quotidiane della vita e del lavoro. Lo stesso ingegno che ha portato alla nascita della ditta “Dragone”, con la realizzazione dei primi atomizzatori per rendere più agevole il lavoro in vigna. Era giusto ricordare quella cultura contadina che per molti aspetti è base della nostra storia presente», osserva Chiola.
Si scoprirà così, scorrendo le pagine del volume, la cui lettura è assolutamente curiosa e piacevole, oltre che preziosa per le sue testimonianze storiche, che i Boeri sono presenti a Bionzo fin dal 1677 e che “Dragone” era il soprannome della famiglia di Guido: «Domenico Boeri, mio bisnonno, fece carriera militare nei “Dragoni del Re”, corpo scelto di cavalleria che scortava il Re, poi inquadrato nel Regio Esercito. Da quel periodo i suoi discendenti vengono chiamati “Figli del Dragone”, quindi più semplicemente i “Dragone”». Quindi il racconto della nascita dell’azienda, con l’intraprendenza di Alfonso e Guido e l’ideazione di macchine per alleggerire il lavoro in vigna, come i primi atomizzatori; la prima sede a Burio, frazione vicina a Bionzo, nel 1971, con la scelta del nome “Dragone” in omaggio alla famiglia; la partecipazione dei figli al lavoro in azienda e l’insediamento a Castagnole Lanze negli anni ‘90.
Nella storia di Bionzo, le sue origini, la sua chiesa, tra le più antiche, dopo quella di Costigliole, il “benefizio” di don Viale e don Boeri, le scuole, le feste del paese e la trebbiatura del grano, ma anche i due forni per il pane che servivano gli oltre 600 residenti di inizio ‘900, la “Società Calcio Bionzo”, il gioco delle bocce, la cantoria e i personaggi illustri del paese.

I proventi alla Croce Rossa

Tante le curiosità che si potranno conoscere. Racconta ad esempio Chiola: «Ho scoperto con sorpresa che don Giuseppe Boeri, antenato di Guido, è stato curatore del benefizio ecclesiale e nel 1850 ha donato alla chiesa la sua cascina (la “cassinetta”). Quando il benefizio è stato sciolto e i beni venduti ai privati che affittavano i terreni, mio bisnonno paterno, Giuseppe, acquistò nel 1877 la “cassinetta”, dove risiedo dalla nascita. Ho anche scoperto di aver conservato la camera da letto di don Boeri. Ho trovato conferma dunque delle parole di mio nonno, che diceva di aver avuto quei mobili da un prete, da cui fu acquistata la casa». «Tutti i proventi delle vendite del libro andranno alla Croce Rossa di Costigliole», annunciano Guido Boeri e Dante Chiola. Il volume sarà disponibile nelle edicole di Boglietto e Costigliole e presso Giuliano Filippino della ditta “Sala”, adiacente ai locali della Croce Rossa in via Roma a Costigliole. Il libro riporta anche i saluti del sindaco Cavallero e gode del patrocinio del Comune.

Marta Martiner Testa