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Attualità
Salute

Covid, Monastero Bormida ha rischiato la zona rossa per casi di “variante inglese”

Lockdown scongiurato grazie a tamponi tempestivi

E’ stato un fine settimana complicato quello vissuto dalla comunità di Monastero Bormida, alle prese con un focolaio alquanto anomalo di Covid-19. Finora il paese aveva avuto diversi casi di contagio e, purtroppo, anche cinque vittime, ma la diffusione del virus era stata contenuta, fino a quando si sono verificati numerosi casi nella struttura psichiatrica “La Conchiglia”, che hanno coinvolto sia gli utenti sia gli operatori sanitari e socioassistenziali.

E’ stata una prova non facile, gestita ottimamente dalla direzione e dal personale della casa di cura: purtroppo un paziente non ce l’ha fatta, ma tutti gli altri godono di buona salute e hanno superato brillantemente la fase più critica.

Il virus – nella particolare forma della “variante inglese”, che non è più nociva ma senza dubbio più facilmente trasmissibile rispetto alla versione “normale” – non ha risparmiato le scuole, contagiando un ragazzo, e a questo punto l’Asl di Asti ha deciso di attenzionare al massimo la situazione, per evitare che la trasmissione della malattia esplodesse in modo incontrollato. Fortunatamente le vacanze di Carnevale hanno contribuito a contenere il contagio, ma si è ugualmente deciso di effettuare un tampone straordinario a tutti gli alunni della scuola primaria e della media. I ragazzi e i genitori, con grande collaborazione, hanno accettato in percentuale altissima lo screening di massa, effettuato presso i locali Asl di Nizza Monferrato in modo professionale, efficiente e rapido dal personale sanitario addetto.

Nel frattempo anche la Regione Piemonte seguiva con trepidazione l’evolversi della situazione: in tutto il Piemonte erano tre i Comuni in procinto di essere oggetto di ordinanza e di diventare zona rossa: alla fine è toccato solo al Comune di Re, nel Verbano, mentre Monastero Bormida è riuscito a evitare questo provvedimento perché la tempestiva effettuazione dei tamponi ha consentito di isolare i tre ragazzi risultati positivi e di impedire che gli altri (un centinaio in tutto, oltre ai docenti e bidelli) contraessero la malattia.

«Ci è andata bene – commenta il sindaco Gigi Gallareto – e devo ringraziare tutti coloro che hanno permesso la effettuazione dello screening in modo ordinato, veloce ed efficace: gli insegnanti, i genitori, i medici e infermieri, ma soprattutto i ragazzi, che hanno dato prova di un vero senso di appartenenza alla loro comunità. Tutti in questi frangenti devono fare la propria parte, e loro l’hanno fatta al meglio. Confesso che quando mi ha telefonato il vice-presidente della Regione Carosso, alle otto di sera di sabato 20, per dire che alla fine non eravamo stati inseriti nella ordinanza della zona rossa, ho tirato un sospiro di sollievo. Ma ciò non vuol dire che dobbiamo abbassare la guardia, anzi, questa esperienza ci deve insegnare che il Covid è subdolo, che basta uno spiraglio per avere conseguenze deleterie, che bisogna continuare con distanziamento, mascherine, gel igienizzante e soprattutto comportamenti individuali consapevoli e responsabili».

Riaperta regolarmente la scuola primaria (oltre a micronido e scuola dell’infanzia che non erano state toccate dal contagio), la scuola media è tuttora in quarantena fino alla fine della settimana, quando si effettuerà un nuovo tampone per verificare gli effetti delle misure di contenimento. I numeri al momento sono ancora importanti, con 28 persone positive, ma il momento peggiore parrebbe essere passato.

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