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Arrivato in città il presidente della Repubblica Mattarella

Il Teatro Alfieri ospiterà la prima tappa della sua permanenza ad Asti

L’atteso giorno è arrivato. Asti sta per accogliere il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per una visita ufficiale che il Prefetto Claudio Ventrice ha definito “storica”. Mattarella sarà al Teatro Alfieri (nelle foto l’attesa del suo arrivo) per ricordare l’amico Giovanni Goria (su invito della Fondazione Goria presieduta dal figlio Marco), enfante prodige della politica italiana, il più giovane presidente del Consiglio della Prima Repubblica, del cui governo Mattarella era ministro per i Rapporti col Parlamento.

Al Teatro Alfieri il Presidente parteciperà alla commemorazione “Giovanni Goria, trent’anni dopo”.

Teatro Alfieri gremito

Sala piena, tra gli ospiti il Ministro Paolo Zangrillo, il presidente della Regione Cirio molti sindaci ( senza fascia),  rappresentanti degli ordini professionali e sindacalisti. In sala anche i deputati Borghi e Gribaudo del Pd. Teatro Alfieri stracolmo. (foto gallery in aggiornamento).

Ad attendere il presidente della Repubblica fuori dal Teatro il presidente della Regione Cirio ed il sindaco Rasero. La quinta F della elementare Laiolo è stata la prima a raggiungere la piazza per salutare il presidente.

Arrivato in Teatro il Presidente Mattarella

Il presidente Mattarella è arrivato in Teatro. accolto dal Sindaco, dal Prefetto e preceduto da Eugenia Obermitto e dal figlio Marco. Applausi in sala.

Parla il sindaco Rasero. “Sono molto emozionato un paese che si divide su tutto cerca cose su cui unirsi come l’inno nazionale il tricolore . Lei è la persona presidente che incarna i valori fondanti della nostra repubblica . Qualsiasi nostro concittadino le direbbe grazie per il lavoro che fa tutti i giorni e grazie per voler ricordare due nostri illustri concittadini come Vittorio Alfieri e Gianni Goria. Grazie per essere venuto qui il 23 maggio, giorno in cui tutto il paese ricorda una tragedia che ha colpito tutti”

Da Rasero un appello perchè vengano ricostituite le Provincie.

Le parole di Marco Goria: “Mi rendo conto oggi di quanto mio padre fosse troppo giovane per essere chiamato dal Signore . Come figlio potrei raccontare mille aneddoti come quando candidatosi per la prima volta a 33 anni mia madre gli mise in braccio mia sorella Paola per ricordargli le sue responsabilità. Oggi viene citato come un tecnico salito quasi per caso dalla provincia era invece uomo di grande sensibilità culturale e sociale. Questa non è una cerimonia caratterizzata da nostalgia e fine a se stessa, ma, come dice Lei signor Presidente, senza memoria non c’è futuro.”

Sono in corso gli interventi  della compagna di scuola di Goria, Gianna Martinengo, di Innocenzo Cipolletta consigliere del ministro Goria, di Franco Pizzetti e di Bruno Tabacci che gli furono accanto durante la sua attività politico governativa . A coordinare gli interventi il direttore della Fondazione, Carlo Cerrato.

Le parole del presidente Mattarella

Al Teatro Alfieri è in corso l’intervento del presidente Sergio Mattarella:

“Oggi rendiamo omaggio a una personalità che ha reso onore alla repubblica che ci ha lasciato troppo presto . Rigoroso riformatore fu uomo per tempi difficili , il suo fu governo di dialogo e di pacificazione sul piano politico . Sul piano economico ricordiamo la chiusura al mercato dei cambi in un venerdì nero per un forte attacco alla lira . Fu a favore di una gestione della finanza pubblica che non mortificasse l’economia. L’espressione nasometria significa la capacità di capire i tempi . La sua era una sfida della concretezza. Voleva e sapeva assumersi la sfida di governare . Diceva : Compito della democrazia non è stabilire dove andiamo ma come andiamo . Uno dei suoi messaggi di grande significato è ….questa non è la Costituzione del nostro passato ma del nostro futuro”.

Mattarella poi ha ricordato la motivazione della Medaglia d’oro alla Provincia per la lotta partigiana. Ha quindi lasciato il Teatro Alfieri.

 

La visita alla Fondazione Alfieri

Mattarella si è intrattenuto a lungo a Palazzo Alfieri, accolto dal presidente della Fondazione Centro di Studi Alfieriani Enrico Mattioda e dalla direttrice Carla Forno: “Era molto interessato alla Biblioteca, ha esaminato alcuni volumi e chiesto informazioni – ha detto Mattioda – ha visitato tutto il museo e poi si è soffermato sul manoscritto “Del Principe e delle Lettere, Della Tirannide, Panegirico di Plinio a Trajano”. E ha concordato che alcuni passi del manoscritto, dove si parla della tirannide che nasce dalla mancata separazione dei poteri, andrebbero pubblicato ancora oggi perché attuali”.
All’uscita dal Palazzo il Presidente della Repubblica ha salutato i rettori e i vessilliferi di tutti i rioni del Palio e i rappresentanti delle associazioni d’arma.

 

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