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Da Capriglio a Terra Madre in nome dei piccoli produttori Slow Food

La presidente dell'associazione produttori Peperone di Capriglio invitata alla cerimonia di apertura in diretta mondiale

Alla cerimonia di apertura di giovedì

Parlerà anche un po’ astigiano la cerimonia di apertura di Terra Madre 2020, la grande rassegna dedicata alla biodiversità sostenuta e “coltivata” che quest’anno si terrà in un’edizione che, per forza di cose, dovrà contare molto di più sugli incontri digitali al posto della grande kermesse che trasformava Torino nel “riassunto” di tutte le terre coltivate del mondo.
Ma, come dicono a Slow Food, associazione ideatrice ed organizzatrice dell’evento: «Se il mondo non può venire a Torino e in Piemonte, allora Torino e il Piemonte andranno in tutto il mondo».

In streaming in tutto il mondo

Così, domani mattina, giovedì, anche la cerimonia di apertura simbolica di una serie di giornate in cui tutte le realtà di Slow Food nel mondo si terranno comunque in contatto attraverso videoconferenze, webinar e altre forme di comunicazione digitale a distanza, sarà trasmessa in diretta streaming in ogni Paese.

Raffaella Firpo

Intervento di Raffaella Firpo, presidente dei produttori del peperone di Capriglio

E, dopo gli interventi del presidente della Regione, della sindaca di Torino, dei presidenti delle maggiori fondazioni bancarie piemontesi, la parola passerà a Raffaella Firpo, presidente dell’Associazione “Un cuore di peperone” di Capriglio, in rappresentanza di tutti i piccoli produttori del Piemonte.
Dopo di lei, la chiusura con Carlin Petrini, presidente di Slow Food.

Dieci anni di riconoscimento Slow Food

Non è un caso la scelta di dare la parola all’imprenditrice agricola di Capriglio. Infatti, il piccolo paese che dieci anni fa ha ottenuto il riconoscimento di Presidio Slow Food per il suo peperone, prima ancora era stato una delle Comunità del Cibo satellite a Terra Madre e al Salone del Gusto.
Il comune, che non sempre arriva a contare 300 abitanti, si è reso disponibile, a tutte le edizioni di Terra Madre, per ospitare contadini e altri “operatori” dell’agricoltura nelle case del paese, per tre giorni di condivisione.

Capriglio è anche Comunità del Cibo

I caprigliesi davano loro camere in cui passare la notte, colazione e cena e il servizio di trasporto fino a Castelnuovo Don Bosco e da lì fino a Torino per partecipare a Terra Madre. In cambio ricevevano la soddisfazione di ospitare un pezzo di mondo, venendo a contatto con persone che lavoravano prodotti completamente diversi dai nostri con pratiche tipiche dei loro Paesi di origine. Ma che si incontravano sul piano dell’amore e del rispetto della terra e delle tradizioni. Amicizie forti, nate nei tre giorni di Terra Madre che resistono ancora oggi.

Daniela Peira

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