Dai rifiuti a quella villa rinataIl WWF Asti compie 30 anni
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Dai rifiuti a quella villa rinata
Il WWF Asti compie 30 anni

Tre decenni di battaglie, di natura salvata a un passo dalla scomparsa, di divulgazione. Il WWF di Asti festeggia il suo compleanno trent’anni dopo quella sera del dicembre 1984, quando il nucleo di

Tre decenni di battaglie, di natura salvata a un passo dalla scomparsa, di divulgazione. Il WWF di Asti festeggia il suo compleanno trent’anni dopo quella sera del dicembre 1984, quando il nucleo di fondatori si riunì per la prima volta al piano terreno di via Massimo d’Azeglio. «Quell’incontro fu un’iniziativa del giornalista Vittorio Marchisio – ricorda Giorgio Baldizzone, già presidente del WWF Piemonte e Valle d’Aosta – in quel periodo la sezione regionale si stava strutturando e pensammo di fare la stessa cosa ad Asti.» Gli anni Ottanta sarebbero stati quelli dei grandi referendum sulla caccia e sul nucleare, furono i temi che la neonata associazione ambientalista astigiana decise di affrontare. «Anche la rete dei parchi piemontesi nacque in quegli anni – prosegue Baldizzone – siamo stati tra i promotori delle riserve della Val Sarmassa, Valle Andona e Val Botto.»

Ma a pochi passi da quelle aree naturali cresceva la mole di rifiuti della discarica di Valle Manina, che sarebbe stata al centro della tangentopoli astigiana. Nel frattempo, l’attività dei Panda fu rivolta a sensibilizzare i concittadini sul riuso e sul recupero. «Allora i piatti compostabili non esistevano ancora. Ricordo che grazie agli amici di Biberach allestimmo al Rio Crosio una dimostrazione con una sorta di lavastoviglie da campo: mostrammo che durante le feste all’aperto si potevano comodamente riutilizzare piatti e stoviglie dopo averli lavati.» L’ingegno unito al buon senso e alla volontà di diffondere una cultura dell’ambiente. Come nel caso dell’“Operazione Beniamino”, quando il WWF diede in omaggio piantini da sistemare nel giardino di casa, o quando regalò il “riciclandario” con i buoni consigli su una corretta raccolta differenziata.

Ma la storia del WWF astigiano è stata contraddistinta dalla nascita di ben cinque Oasi (vedi articolo a destra) e da un progetto estremamente ambizioso. «Nel 1985 – riprende Baldizzone – venimmo a sapere da Stefano Giulivi, residente nella zona, che Villa Paolina era stata messa in vendita dal Comune di Torino. Loro avevano intenzione di farne un centro di recupero per tossicodipendenti, noi intuimmo le potenzialità di quel luogo quando al WWF Asti fu chiesto di organizzare un centro estivo nel parco intorno alla villa.» Ci volle tempo per concludere un accordo tra i comuni di Asti e Torino, la pratica venne conclusa nel 1992, quando era sindaco di Torino Giovanna Cattaneo, moglie di un discendente degli Incisa, marchesi di Rocchetta Tanaro. Una curiosa coincidenza: era stato un altro Incisa della Rocchetta, Mario, a fondare il WWF Italia nel 1966 insieme a Fulco Pratesi e al resto del celebre Club di Roma. Ci vollero 7 anni e 450 milioni di lire – di cui 100 dell’associazione – per completare i lavori di restauro.

«Risparmiavamo su tutto – racconta Baldizzone – andavamo in giro a cercare i materiali necessari: le vernici furono offerte da Ucic, l’impianto elettrico dalla ditta Binello, mentre architetti e ingegneri hanno firmato gratuitamente  i progetti necessari. Con ore e ore di manodopera volontaria, iniziammo dal tetto per poi proseguire con tutto il resto. Man mano che le strutture diventavano fruibili iniziammo a usarle, era il nostro modo per dimostrare che quel pezzo di Asti era stata recuperata e restituita ai cittadini.» Finalmente, nel 2002, arrivò il momento dell’inaugurazione ufficiale. Da allora Villa Paolina è uno dei pochi centri di educazione ambientale del Nord Italia, impreziosito da un parco di 10 ettari divenuto l’Oasi WWF di Valmanera. Nel 2013, circa 6500 persone hanno varcato il cancello e percorso il sentiero natura che sale in cima alla collina.

Da anni è aperto anche un piccolo ma ricco museo naturalistico, arricchito di recente da un’installazione interattiva che illustra la biodiversità ospitata da una quercia. Grandi e piccoli partecipano ogni anno alle attività che animano Villa Paolina, cui collaborano ricercatori piemontesi, il Gruppo Micologico, il Centro Chirotteri regionale, gli astrofili di Beta Andromedae e tanti altri. In trent’anni, la famiglia di chi ad Asti ama la natura si è allargata e ha trovato la sua casa.

Enrico Panirossi

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