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Dalle barbatelle agli ortaggi la nuova economia
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Dalle barbatelle agli ortaggi la nuova economia

A ridosso delle celebrazioni di "Ognissanti" ci siamo interrogati sul florovivaismo astigiano cercando di capire come si articola e che valenza ha nella nostra provincia. Per definizione il

A ridosso delle celebrazioni di "Ognissanti" ci siamo interrogati sul florovivaismo astigiano cercando di capire come si articola e che valenza ha nella nostra provincia. Per definizione il florovivaismo comprende la produzione di fiori da recidere, di piante in vaso, di piante da orto, di alberi ad alto fusto e da frutto e le barbatelle. Abbiamo deciso però di "allargare" un po' la nostra indagine e incontrare non solo chi produce piante e fiori ma anche chi li "trasforma" in addobbi e bouquet come i fiorai o li coltiva per ricavarne qualcos'altro come spesso accade con le piccole aziende che si occupano di erbe aromatiche e officinali dalle quale ricavano tisane, sciroppi, salse e marmellate.

«Il florovivaismo astigiano, nello specifico, vede al primo posto i vivai di barbatelle di vite e di nocciolo -? spiega Luigi Franco della Coldiretti di Asti -? seguiti dai vivai specializzati nella produzione di ortaggi, fiori annuali, piante ornamentali e da frutto. Le aziende in provincia sono più di duecento, alcune delle quali anche molto specializzate: in particolare sulla produzione di barbatelle si contano aziende rinomate a livello regionale. Nella zona di Motta di Costigliole e di Isola si concentrano invece le aziende specializzate nella coltivazione di fiori e piante da orto. Barbatelle e piantini da orto sono senz'altro le due specialità trainanti dell'intero settore florovivaistico astigiano. Per quanto riguarda il comparto fiori, i vivaisti astigiani coltivano principalmente piante da fiore annuali e stagionali come primule, viole, stelle di natale, gerani. Alberi da fiore, arbusti, rampicanti e tutto il comparto delle piante grasse o esotiche che chiamiamo "d'appartamento" sono generalmente acquistate su altri mercati e conservate e fatte crescere nei vivai astigiani per la rivendita».

L'ampio ventaglio di prodotti determina anche una diversa risposta al momento di crisi economica generale che, se da un lato colpisce duramente il comparto strettamente legato al fiore, è meno sentita dai vivaisti specializzati in barbatelle di nocciolo e vite. «I primi ?- continua Franco -? sono sostenuti dall'incremento dei noccioleti in tutto il territorio astigiano, raddoppiati negli ultimi dieci anni e destinati ad aumentare ancora; discorso analogo vale per il vivaismo viticolo che si rivolge a un mercato di aziende e professionisti impegnati ciclicamente nel rinnovo dei vigneti. Stabile anche la richiesta di piante da orto se non addirittura in crescita grazie all'aumento degli hobbisti che scelgono di cimentarsi in un piccolo orto casalingo per avere la soddisfazione di portare in tavola verdure che coniughino salute, chilometro zero e portafoglio».

Accanto ai vivaisti che quasi sempre si occupano anche della vendita diretta, il comparto delle piante nel senso più generico del termine, arriva a comprendere un mondo piuttosto variegato di esercizi commerciali che vanno dai piccoli rivenditori alle grandi catene dedicate all'hobbistica e al giardinaggio, dai mercati rionali ai consorzi agrari. Un buon riscontro di pubblico infine lo ottengono le fiere di settore e in particolare quelle della Valle Tanaro promosse in sinergia dalle amministrazioni comunali, dalle aziende vivaistiche e dalle Pro loco al fine di creare un vero e proprio evento che abbia come protagonista le eccellenze locali legate alla duplice produzione di fiori e ortaggi.

Tornando invece a parlare di mode, insieme a quella che sembra diventata una vera e propria "orto-mania", l'altra "tendenza verde" del momento è legata alla coltivazione delle erbe aromatiche e officinali, un po' perché si sta riscoprendo il loro utilizzo in cucina un po' perché con la loro ricchezza varietale spingono più di un appassionato al collezionismo. Molte sono sempre-verdi e facili da coltivare. Tutte sono profumatissime e si prestano nel duplice ruolo di ingrediente ed elemento decorativo per il davanzale, il balcone o l'aiuola del giardino. Si tratta certamente di un settore "di nicchia" al quale però i produttori astigiani si adeguano e si dividono: qualcuno si specializza nella semina e nella riproduzione di queste particolari piante, altri si concentrano invece sulla coltivazione di alcune varietà su più larga scala per poi procedere alla raccolta di fiori, foglie, radici o all'estrazione degli oli essenziali destinati all'industria dolciaria, farmaceutica o cosmetica per una vasta gamma di prodotti che va dagli sciroppi alle tisane, dalla profumeria ai saponi.

Marzia Barosso

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