Telecamere anticrimine in città:il M5S chiede spiegazioni al sindaco
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Telecamere anticrimine in città:
il M5S chiede spiegazioni al sindaco

In un'interpellanza del consigliere Davide Giargia, a pochi giorni dall'omicidio in piazza del Palio, si chiede a Fabrizio Brignolo di spiegare quale sia lo stato dell'arte del sistema di videocontrollo cittadino. Il primo cittadino replica rilanciando il fattore sicurezza con le nuove installazioni che porteranno la città a dotarsi di 64 telecamere di ultima generazione. Ma ci sono anche altri problemi.

Dopo l’efferato omicidio di Francesco Indino in piazza del Palio, è nuovamente esplosa la questione “sicurezza”, anche nel dibattito politico. Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Davide Giargia, ha depositato un’interrogazione al sindaco Brignolo sul funzionamento delle telecamere anticrimine dislocate in città.

«Dalle spaccate alle vetrine in pieno centro all’uccisione del commerciante in piazza del Palio, ad Asti si stanno verificando sempre maggiori criticità sulla sicurezza» ha scritto Davide Giargia. Il consigliere ha quindi chiesto al sindaco di spiegare quale sia lo stato dell’arte delle telecamere e, in particolare, quante siano quelle installate, quante funzionanti, se quella in piazza del Palio abbia ripreso l’omicidio del commerciante fornendo elementi utili all’identificazione degli assassini, se la manutenzione delle telecamere sia a carico del Comune e con quali costi e, infine, se la gestione dei contenuti sia a carico della questura o se tocchi alla polizia segnalare eventuali malfunzionamenti.

Asti avrà telecamere di ultima generazione
La replica del sindaco Brignolo non si è fatta attendere. Il primo cittadino, tornando sulla questione delle telecamere, ha ricordato come l’amministrazione si sia attivata, non solo prima dell’omicidio Indino, ma anche prima dell’assassinio di Manuel Bacco, il tabaccaio ucciso nel suo negozio di corso Alba durante una tragica rapina. «Sono in corso i lavori per l’installazione di 21 nuove telecamere nella zona sud-ovest della città – ha ricordato Brignolo – I lavori, iniziati il 20 aprile scorso, dovranno essere completati in cinque mesi, quindi il 20 settembre. A queste 21 nuove telecamere si aggiungerà la sostituzione delle 43 telecamere già esistenti e malfunzionanti: arriveremo così al record di 64 telecamere. Saranno tutte collegate a un “cervellone” nuovo con un software intelligente che “leggerà” i comportamenti sospetti e darà un allarme. Così non sarà necessario tenere personale bloccato davanti ai monitor. Aggiungeremo anche una sala di controllo alla polizia municipale (oggi sono collegati solo questura e carabinieri ndr)». L’intervento costerà 300.000 euro che arriveranno sotto forma di oneri di urbanizzazione dopo l’approvazione del Piano commerciale.

Progetto “Apriamo gli occhi”
Un altro progetto in via di definizione tramite una “start up” del Politecnico di Torino e l’Asp si chiama “Apriamo gli occhi”: il Comune sosterrà la diffusione di un’applicazione per smartphone «che consentirà ai cittadini di registrarsi e di comunicare ai vicini di casa un’allerta quando si vedono facce sospette – ha spiegato il sindaco – Se, oltre alle facce sospette, si vedranno anche comportamenti dubbi basterà schiacciare un pulsante rosso per attivare la tradizionale chiamata telefonica alle forze dell’ordine». La fase operativa del progetto avverrà a settembre.

La questione dei rom
Brignolo è tornato anche a parlare della presenza di alcune famiglie rom, viste circolare e fermarsi tra piazze e strade della città, già oggetto di denunce da parte della polizia municipale. Il contrasto alla loro presenza proseguirà di pari passo alla demolizione del campo rom abusivo alla Boana, in zona esondabile, «campo cui sono collegate le famiglie che stanno creando i maggiori problemi» ha precisato Brignolo ricordando, allo stesso tempo, che per le strutture “comunali” di via Guerra si lavora al progetto finalizzato ad attingere ai fondi europei (specificamente stanziati) «per superare i campi nomadi con aiuti al rimpatrio e “auto-costruzione” di nuove soluzioni abitative».

Un aiuto sul sociale
Secondo Brignolo la situazione della sicurezza cittadina potrebbe essere peggiore se Comune, chiesa e volontariato «non stessero aiutando le migliaia di persone che negli ultimi anni a causa della crisi hanno perso il lavoro e la casa. Se queste persone fossero lasciate allo sbando – ha precisato –  diventerebbero una “bomba sociale». Per questo motivo si porteranno avanti politiche incentrate sull’integrazione (anche dei rom residenti) e si sosteranno investimenti sulle politiche sociali che hanno già raggiunto i 4 milioni di euro.

Riccardo Santagati

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