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Davide Viglino nuovo direttore della Vignaioli Piemontesi

Riceve il testimone da Gianluigi Biestro, storica guida della più grande associazione vitivinicola d’Italia

Davide Viglino nuovo direttore della Vignaioli Piemomtesi

Dopo il Consorzio dell’Asti e del Moscato d’Asti docg, anche la Vignaioli Piemontesi nomina il nuovo direttore.
E’ Davide Viglino, che riceve il testimone da Gianluigi Biestro, storica guida della più grande associazione vitivinicola d’Italia. Classe 1981, Vigliono è figlio di vignaioli: la sua famiglia, infatti, gestisce l’azienda “Vigin” a Treiso d’Alba. Diplomatosi alla Scuola enologica ad Alba nel 2001, assunto in Confcooperative per seguire il settore agricolo e vitivinicolo, dal 2017 a oggi è stato segretario regionale di Fedagri Confcooperative Piemonte.
«Sono stati mesi duri per tutti – commenta il presidente Giulio Porzio presentando – ma chi arriva dal mondo della cooperazione sa che i momenti difficili vanno affrontati insieme. Anche questa volta non ci facciamo scoraggiare e cercheremo di trovare nuove opportunità e risposte per il nostro settore».

L’ente conta 342 associati

La Vignaioli Piemontesi conta 342 associati, dei quali 34 sono cantine cooperative con oltre 6 mila aziende e 290 aziende individuali che producono, in totale, 850 mila ettolitri di vino, il 30% del vino piemontese.
Il fatturato 2019 supera i 16 milioni di euro: di questi 1 milione 341 mila sono stati destinati a progetti promozionali in Paesi extra Ue in collaborazione con le cantine cooperative e le aziende associate.

Dalla vigna alla cantina

«Negli anni, Vignaioli Piemontesi ha saputo evolversi e cogliere le esigenze del settore vitivinicolo che cambiava – è stato il primo commento di Viglino – Da semplice associazione di servizi tecnici e amministrativi, oggi è una struttura in grado di seguire le aziende dalla vigna alla cantina fino alle pratiche di finanziamento. Anche nella commercializzazione dei vini sfusi siamo diventati un punto di riferimento per tutto il settore cooperativo facendo da collettore con un ruolo importante per la tenuta dei prezzi ed evitare le speculazioni».
Poi, lo sguardo al futuro. «Nei prossimi anni manterremo e daremo continuità alle attività che si sono portate avanti fino ad oggi facendo sempre molta attenzione ai cambiamenti e alle nuove esigenze del mercato vitivinicolo, prima fra tutte la sostenibilità ambientale. Dal 2014 il nostro paesaggio vitivinicolo è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’Unesco.

Un territorio da custodire

È compito di tutti custodirlo: occorre accompagnare i nostri imprenditori agricoli a intraprendere pratiche di coltivazione sempre meno impattanti per l’ambiente, a partire dall’innovazione tecnologica fino a nuove metodologie di culture. Il nostro ruolo sarà quello di assistenza e consulenza per mettere insieme la sostenibilità ambientale e quella economica». Il nuovo direttore farà il suo esordio ufficiale all’assemblea generale di Vignaioli Piemontesi che si terrà a luglio. Sarà anche l’occasione per salutare e ringraziare Biestro, che dalla nascita di Vignaioli Piemontesi, nel 1997 (dall’unione tra Asprovit e Viticoltori Piemonte) ricopriva quel ruolo.
Giovanni Vassallo

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