27 quintali di cibo e vestitiagli alluvionati della Serbia
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27 quintali di cibo e vestiti
agli alluvionati della Serbia

Canellesi in prima linea quando si tratta di dimostrare, tangibilmente, la solidarietà nei momenti di bisogno. Supportati, stavolta, dalla folta comunità macedone residente in città. Il tam tam a

Canellesi in prima linea quando si tratta di dimostrare, tangibilmente, la solidarietà nei momenti di bisogno. Supportati, stavolta, dalla folta comunità macedone residente in città. Il tam tam a sostegno delle popolazioni di Serbia, Bosnia e Erzegovina colpite dall'esondazione dei fiumi che hanno lasciato senza casa centinaia di migliaia di famiglie ha funzionato. Tra il 1 e 4 giugno scorso una delegazione della Protezione Civile di Canelli, guidata dal presidente Stefano Martini accompagnato da Franco Bianco, Flavio Robba e Arnaldo Aceto con due rappresentanti della onlus "Il ponte di Pietra", hanno consegnato 27 quintali di generi di prima necessità alle popolazioni della città serba di Ub.

Iniziativa solidale promossa dalla Protezione civile canellese e dal gruppo presieduto da Ilona Zaharieva, sodalizio che raggruppa la comunità macedone della Valle Belbo. «Abbiamo raccolto dodici bancali di indumenti, prodotti alimentari a lunga conservazione e ciò che può servire a persone che hanno perso tutto» spiega Stefano Martini. Un viaggio lungo 2400 chilometri di solidarietà, a bordo di un camion e di un'auto con il logo dell'associazione di volontariato, accompagnati da due rappresentanti della onlus di Zaharieva. «E' stato un viaggio duro, ma ne valeva la pena ? racconta Martini – Abbiamo attraversato zone dove l'alluvione non si sapeva neppure che cosa fosse, mentre in altre aree la devastazione era evidente».

Ub è una cittadina di circa 12 mila abitanti situata ad una settantina di chilometri da Belgrado sulle sponde dell'omonimo fiume. Un corso d'acqua pacioso che, a fine maggio, ha seminato la devastazione. «Migliaia le famiglie senza più una casa che, in quella regione, sono basse, ad un solo piano. Nelle strutture pubbliche, palazzetto dello sport e scuole, sono stati allestiti campi di accoglienza in attesa di poter dare il via alla ricostruzione» ricorda il presidente della Protezione civile. Ad attenderli i referenti de "Il Ponte di Pietra". «Gli aiuti sono andati a persone che ne hanno veramente bisogno: un bel segnale dall'Italia per queste popolazioni molto vicine a noi» dice Ilona Zaharieva.

g.v.

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