Diminuisce il consumo di lattefresco, in crescita quello dell'UHT
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Diminuisce il consumo di latte
fresco, in crescita quello dell'UHT

Da sempre nutrimento principe per i bambini, il latte continua a rappresentare uno dei tasselli fondamentali nell'articolato "mosaico" dell'alimentazione anche in età adulta.

Da sempre nutrimento principe per i bambini, il latte continua a rappresentare uno dei tasselli fondamentali nell'articolato "mosaico" dell'alimentazione anche in età adulta. Ciononostante, il suo consumo, in termini generali, risulta in diminuzione, nell'ambito del comparto alimentare sia astigiano sia italiano. Come attesta Franco Butti, direttore generale della Centrale del Latte di Alessandria – Asti, che ha sede in viale Massobrio 10/12 nel capoluogo alessandrino.

«Parliamo di diminuzione dei consumi – riferisce Butti – sulla base dei nostri dati, indipendenti e attendibili, che misurano la diffusione nella grande distribuzione e costituiscono un osservatorio qualificato. Nello specifico – annota il direttore – secondo i dati della ditta Symphonyiri (che fornisce informazioni di mercato, ndr) si registra, per la provincia di Asti, un calo nei consumi del 6% in volume di latte fresco, da giugno 2013 allo stesso mese del 2014, ma con una tendenza a una diminuzione dell'8% nei primi sei mesi del 2014. Di contro – aggiunge Butti – cresce nell'Astigiano il consumo di latte UHT cioè a lunga conservazione, verso il quale si assiste a un notevole spostamento delle abitudini alimentari. Una delle ragioni, all'origine di questo fenomeno, è legata alla crisi dei consumi e quindi del potere di acquisto. C'è però anche, da parte dei consumatori, una percezione di sostanziale indifferenziazione tra latte fresco e UHT: si pensa cioè che la discriminante tra i due prodotti sia solo il prezzo. In realtà, invece, per quanto buonissimo sia il latte UHT, i valori nutrizionali di quello fresco sono superiori. Quindi, non cogliere questo aspetto, vuole dire privilegiare la comodità».

Più in generale, il latte proviene da 12 cascine, situate in un raggio di non oltre 20 km dalla Centrale in questione. Tutte producono latte pregiato e di alta qualità, da cui la Centrale fa derivare i propri prodotti, attraverso una selezione accurata degli stabilimenti di produzione. Nata nel 1931, per garantire, al pari di altre, la salubrità e i valori nutrizionali dei relativi prodotti, la Centrale di Alessandria ? Asti è una società per azioni, nonché una realtà consolidata, che nel 2013 ha realizzato oltre 30 milioni di euro di ricavo netto, garantendo occupazione e sostegno economico a più di 50 dipendenti, una rete di circa 60 distributori e 3 concessionari. Senza contare i lavoratori dell'indotto nell'ambito della filiera per l'allevamento e la raccolta. Annualmente, la Centrale raccoglie, lavora e vende circa 15 milioni di litri di latte fresco e panna e circa 400 prodotti diversi. Nell'ultimo triennio, inoltre, ha investito in innovazione tecnologica oltre 2,6 milioni di euro, perseguendo obiettivi di efficienza e sostenibilità delle produzioni.

Proprio in tema di sostenibilità, che in 15 anni ha visto diminuire di un terzo il peso delle bottiglie, permettendo di eliminare così ben 95 tonnellate annuali di plastica, Butti dichiara: «Per chi, come noi, produce latte e derivati, il nostro agire non può che partire dalla garanzia della sicurezza alimentare, per poi toccare il rispetto della natura e dell'ambiente; l'attenzione alle istanze sociali del territorio, ad esempio con il sostegno continuativo a oltre 20 organizzazioni di volontariato, per fronteggiare l'emergenza alimentare; la solidità sia economica, che ha visto nell'ultimo decennio la chiusura in utile del bilancio, sia quella occupazionale». Quanto alla garanzia dei prodotti, il direttore fa sapere: «La normativa italiana è molto rigorosa, prevedendo un autocontrollo dei produttori, effettuato dal Servizio Veterinario, un'operazione certosina molto accurata, specie in Piemonte. Poi, ci sono aziende che, in regime di autocontrollo e di filiera, come la nostra, si sottopongono ad accertamenti effettuati da terzi. Infine, c'è tutta l'attività di controllo da parte dei laboratori interni».

In primo piano, quindi, la sicurezza, che in termini concreti, si è tradotta, tra l'altro, nel riconoscimento della Centrale del latte come la prima con un sistema di tracciabilità certificato ISO 22000 da marzo del 2008, mentre ogni anno vengono prelevati circa 5 mila campioni di latte crudo, per la verifica di almeno 8 parametri analitici, chimici, fisici e microbiologici. A ciò si aggiunge l'adesione, fin dall'inizio, al Programma Regionale di monitoraggio per il miglioramento della qualità del latte. Non da ultimo, la sostenibilità, adottata come parola d'ordine a tutto campo e declinata in termini di filiera corta, valori nutrizionali e responsabilità sociale, si è di recente affiancata a una nuova identità di marca, che dal 13 dicembre scorso ha "vestito" le bottiglie e i cartoni di latte fresco. «Siamo alle porte – ha concluso Butti – dell'esposizione universale, dedicata alla nutrizione. Abbiamo voluto cogliere l'occasione, per presentare al meglio ciò che sta dietro a una bottiglia del nostro latte».

Manuela Zoccola

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