La Nuova Provincia > Attualità > Dino Pes: “Ribelle formidabile. La Cattedrale? Ha lavorato benissimo!”
Attualità, PalioAsti -

Dino Pes: “Ribelle formidabile. La Cattedrale? Ha lavorato benissimo!”

“Velluto”, questo il suo soprannome, ha regalato lo scorso primo settembre al Rione biancazzurro del Rettore Giuseppe Monticone un Drappo atteso da 42 anni

Disponibile e sereno

Sono la pacatezza e la serenità della sua parlata, ormai di chiaro accento toscano con rarissime “escursioni” in sardo, a rendere simpatico e agevole il colloquio con Dino Pes, che raggiungiamo in una delle sue impegnative giornate di lavoro (dodici cavalli in scuderia, tra mezzi e puri, n.d.r.). La sua disponibilità a rispondere alle nostre domande è immediata. “Velluto”, questo il suo soprannome, ha regalato lo scorso primo settembre al Rione Cattedrale del Rettore Giuseppe Monticone un Drappo atteso da 42 anni.

L’attesa

Gli chiediamo di raccontarci l’annata 2019 e i giorni di avvicinamento al nostro Palio.
«Beh, il 2019 fino alla prima domenica di settembre non era stato per me un anno particolarmente ricco di soddisfazioni. Avevo vinto diverse volte in provincia, ma nei Palii non tutto aveva funzionato al meglio. Chiaro il mio riferimento a Legnano e a Piancastagnaio. Il trionfo di Asti però ha cancellato le delusioni. La Cattedrale mi ha permesso di lavorare al meglio. C’era la consapevolezza di disporre di un grande cavallo e non avevamo bisogno di fare granché. Paradossalmente abbiamo lavorato meno quest’anno dell’anno passato.»

L’affidabilità di Ribelle da Clodia

La batteria?
«L’abbiamo approcciata con serenità. Ribelle è un cavallo che può fare la corsa sia andando in testa che risalendo da dietro. In batteria sono partito in seconda posizione, per poi trovarmi in terza scavalcato da Atzeni. Considerando che sarebbero state quattro le accoppiate ad entrare in finale mi sono limitato a gestire il cavallo cercando di affaticarlo il meno possibile. Ribelle mi trasmetteva sensazioni molto positive, era in eccellenti condizioni di forma.»

L’ultimo atto

La finale?
«Stesso ragionamento fatto in batteria. Sapevo che non era decisivo partire davanti poichè il mio cavallo possedeva un motore formidabile. Se necessario potevo quindi anche rimontare. Alla mossa siamo andati via insieme io e Pusceddu, fantino di Santa Caterina. Alla prima curva ho sfruttato al meglio la traiettoria interna e quando ho preso la testa ero sicuro che se non fossero subentrati fattori inattesi, vedi la “sfiga” che negli ultimi Palii mi aveva perseguitato, avrei vinto. Tutto è filato liscio, cavallo in mano e una galoppata indimenticabile».

Felicità immensa

Parlami dei festeggiamenti che ti hanno riservato….
«Sono stato davvero felice della loro felicità, perdona il gioco di parole. Con la Cattedrale mi ero raccomandato: dopo il 2018 diventava fondamentale non lasciarsi sfuggire il cavallo, perchè un soggetto come Ribelle da Clodia faceva gola a molti. Sono stati bravissimi e puntuali: hanno lavorato molto bene.»

Nessun timore

C’era un’accoppiata che ti metteva apprensione e che temevi in particolare?
«Non temevo nessuno e la mia non è presunzione. Però rispettavo tutti. L’accoppiata di Santa Caterina si annunciava molto forte, in batteria il cavallo aveva speso poco o nulla.»
In finale c’era anche Forban du Pecos, cavallo che in ippodromo aveva battuto Ribelle…
«Situazioni diverse, distanze e fondi di gara di altri tipo. Sapevo bene quanto fosse pronto il mio cavallo. Massimiliano (Narduzzi, n.d.r.) aveva fatto un ottimo lavoro.»

Guardando avanti

Un’occhiata al futuro: continuerà il rapporto con la Cattedrale?
«Non abbiamo ancora parlato di quello che sarà. Ovviamente la Cattedrale avrà la priorità: non ho preso impegni né sentito nessun’altra dirigenza perchè prima vorrò sentire quelle che saranno le decisioni del Rione biancazzurro.»
Cambiamo argomento Dino: se ad Asti tutto ha girato al meglio non si può dire altrettanto di Legnano. Il Capitano di Sant’Erasmo infatti non ti ha confermato per il 2020…
«Rispetto la sua decisione. C’è ancora tempo per trovare un’altra collocazione a Legnano e qualora non dovesse arrivare vorrà dire che cercherò una sistemazione a Ferrara.»

Prospettive senesi

Siena? Ad agosto pareva proprio tu dovessi montare….
«Siena, per le sue dinamiche ed i suoi incastri palieschi, costituisce un mondo a parte. Io continuerò a lavorare con serietà come ho sempre fatto – conclude Pes – e magari il prossimo luglio per me un’opportunità di montare si ripresenterà.»

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente