La Nuova Provincia > Attualità > Dio, Patria e Famiglia “come si deve”: la minoranza compatta interroga il sindaco sulle parole del vice Coppo
Attualità Asti -

Dio, Patria e Famiglia “come si deve”: la minoranza compatta interroga il sindaco sulle parole del vice Coppo

Tutta l'opposizione chiede al sindaco di chiarire quali siano i valori di Dio, Patria e Famiglia ritenuti adeguati per Asti e quali no e chi li stabilisca

Asti: 12 consiglieri di minoranza vogliono chiarezza sulle parole del vice sindaco Coppo in merito a Dio, Patria e Famiglia e contro l’Asti Pride

12 consiglieri di minoranza hanno presentato un’interrogazione urgente al sindaco di Asti, Maurizio Rasero, per chiedere chiarezza sulle dichiarazioni, rilasciate al nostro giornale, dal vice sindaco Marcello Coppo in merito alla querelle sui lavori di riqualificazione del sottopassaggio Marconi.

Coppo ha dichiarato che, dipendesse da lui decidere a chi affidare i lavori di riqualificazione del sottopassaggio, contesi tra l’associazione Asti Pride e l’associazione Sole che Sorgi, accusata di aver simpatie neofasciste (il vero casus belli del sottopassaggio) sceglierebbe immediatamente “il progetto di quelli che coloreranno il sottopassaggio con la Bandiera Italiana – riferendosi a “Sole che sorgi” – e che hanno una concezione di Dio, Patria e Famiglia ancora come si deve, rispetto agli altri i quali, non rispettando le idee avverse, denotano squadrismo culturale e intolleranza”.

Il sottopassaggio Marconi (Foto Billi)

Così i 12 consiglieri di minoranza Sutera Sardo, Ferlisi, Dolce, Bosia, Motta, Spata, Giargia, Anselmo, Quaglia, Cerruti, Malandrone e Veneto si sono mossi compatti per ribattere ad affermazioni considerate molto gravi. «Come si coniuga – domandano – la visione del vice sindaco della città di Asti che guarda a Dio, Patria e Famiglia “come si deve” con quella del sindaco di Asti che in modo laico ha il dovere di tutelare tutti i credo religiosi, le provenienze geografiche e sociali e le famiglie in ogni loro genere come riconosciuto dalla legge italiana?»
Gli stessi chiedono al primo cittadino come «interpreti il “come si deve” nei confronti degli aspetti di religioni, di nazionalità e di formazione familiare, che caratterizzano anche la società astigiana».

Insomma, quali sono i valori di Dio, Patria e Famiglia accettati ad Asti e quali non sarebbero graditi? Chi li decide? Il vice sindaco esponente di Fratelli d’Italia? La Giunta nel suo insieme? O, come si vocifera negli ambienti vicini alla Giunta Rasero, il caso del sottopassaggio ha nuovamente diviso l’esecutivo cittadino esattamente come accadde nel 2019 quando Rasero accettò di dare il patrocinio al primo Pride di Asti?

Pride che, caso vuole, si svolse esattamente un anno fa, sabato 6 luglio, sdoganando anche ad Asti la parata arcobaleno e le sue rivendicazioni per i diritti civili e sociali di omosessuali, lesbiche, transessuali ed esponenti della comunità LGBTQI.

Intanto oggi pomeriggio, alle 18, in piazza Marconi, Asti Pride e altre associazioni si troveranno per aggiornare i cittadini sulla querelle che sta dividendo non solo la politica locale, ma sta facendo discutere anche fuori dal nostro Comune.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente
Articolo precedente