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Attualità
Orecchio di Venere

Donne e violenza domestica: sempre più numerose le vittime disabili

E’ una delle tristi sfaccettature del mondo degli abusi

Il mondo della violenza sulle donne ha tante sfaccettature, e una delle meno conosciute è quello che riguarda le vittime disabili.
Sia le donne che hanno disabilità permanenti, sia quelle che sono solo temporaneamente impossibilitate ad attendere alle loro cose in autonomia. A qualunque categoria appartengano, si trovano comunque in uno stato di fragilità e vulnerabilità. E spesso è proprio allora che vengono colpite da persone vicine o da estranei o estranee chiamate ad occuparsi di loro, come le badanti o i badanti.
E’ uno dei focus di cui si occuperà un gruppo di lavoro a livello nazionale da poco costituito e del quale, in rappresentanza della Croce Rossa Italiana, fa parte la referente astigiana del Centro Antiviolenza.
Non a caso, visto che sono sempre più numerose le richieste di aiuto al centralino dell’Orecchio di Venere di Asti da parte di donne che, perdendo la loro autonomia (fisica e spesso, di conseguenza, anche economica), diventano facile preda di manipolazioni, di vessazioni e privazioni.
«Donne costrette a letto o su una sedia a rotelle che non possono più decidere quando (e se) uscire, quando incontrare amici o parenti, quando andare a fare le proprie commissioni. E devono accontentarsi – spiega Elisa Chechile referente del Centro Antiviolenza – E questo spesso si traduce spesso in violenza psicologica che viene taciuta ancor di più che nei casi che riguardano donne senza disabilità. Perchè lo stato di soggezione è talmente forte da spingerle a non dire nulla per paura di essere abbandonate o di subire un peggioramento del maltrattamento. Sapendo di non potersi difendere per via della loro condizione».
Riguarda anche donne anziane, che hanno bisogno di cure particolari e di un ambiente domestico a misura della loro età: tanti i casi in cui vengono prese in casa da figli o altri parenti solo per poter contare sulla loro capacità reddituale (pensione da lavoro, invalidità, accompagnamento) ma di fatto vengono “parcheggiate” e nessuno bada alle loro specifiche esigenze.
«Per questo facciamo appello ai vicini di casa e agli amici afinchè si trasformino in sentinelle di casi a rischio» invita la Chechile ricordando i numeri da contattare: numero nazionale 1522 o il numero per le emergenze 366/9287198 che risponde al Centro di Asti.
E’ ripartita anche l’attività didattica dell’Orecchio di Venere con i corsi di educazione economica alle operatrici che si trovano di fronte a donne in difficoltà e con le lezioni di educazione affettiva nelle scuole superiori di Asti e provincia.
«Anche se sono sempre più numerose le richieste, da parte degli studenti, di incontri in cui i nostri avvocati spieghino nel dettaglio cosa succede, dal punto di vista giudiziario, ad un minorenne che finisca denunciato o arrestato» conclude Chechile.

Il grazie dell’Orecchio di Venere
a chi ha aiutato le donne maltrattate

Nel corso del 2023, il Centro Antiviolenza L’Orecchio di Venere ha potuto contare su diverse donazioni che hanno permesso di intervenire a sostegno di alcune situazioni di grave necessità.
In particolare, le donazioni in denaro sono state utilizzate per l’acquisto di 3 tablet destinati ai figli minori di donne assistite dal Centro, di un pc portatile per poter il sostegno e la continuità scolastica dei minori, telefoni senza internet per evitare che le donne in protezione vengano rintracciate. Sempre con le donazioni in denaro verranno acquistati beni di prima necessità nel momento della messa in protezione delle donne.
Questi i donatori che hanno voluto sostenere l’attività de L’Orecchio di Venere.
La famiglia Barbero in memoria di Gioia, il Gruppo Scarpe Rosse di Calosso che ha realizzato piccoli manufatti in lana, Asti Agricoltura e Confagricoltura che con la vendita delle “clementine anti violenza” in memoria di Fabiana e di tutte le altre donne. Johnson Electric ha provveduto alla donazione di prodotti per igiene ed indumenti per l’allestimento del kit della dignità che viene consegnato alle donne “in fuga” da situazioni di violenza. E poi ancora Hasta Fisio, la famiglia Marra in memoria di Amalia, la mostra Artemisia con l’allestimento della mostra “I colori delle Donne”, la dottoressa Francesca Dal Cielo con donazione di prodotti sanitari per l’allestimento della cassetta di primo soccorso.
Ci sono poi altri importanti alleati nella lotta alla violenza contro le donne. A partire dai sindaci di tutti i Comuni che hanno aderito al progetto “un Comune solo non basta” e che tutti gli anni il 25 novembre, a vario titolo, non fanno mancare il sostegno al CAV. Il ringraziamento delle operatrici e delle donne in protezione va anche al signor Brusaschetto che tramite la vendita del proprio libro supporta il CAV e alla famiglia Maccario per la donazione in memoria del papà.
Chi volesse contribuire può farlo contattando il numero 0141/1855172.

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