Corso XXV Aprile:quel "dosso" sbagliato
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Corso XXV Aprile:
quel "dosso" sbagliato

Sono state tante le segnalazioni giunte in redazione, negli ultimi giorni, sull'attraversamento pedonale rialzato costruito in corso XXV Aprile, non distante dalla scuola dell'infanzia che sorge nei pressi del supermercato UNES. Finanziato con i fondi del PISU, il manufatto, una volta terminato, ha immediatamente creato qualche perplessità tra gli automobilisti di passaggio a causa della pendenza del dislivello, tanto da essere stato scambiato per…

Sono state tante le segnalazioni giunte in redazione, negli ultimi giorni, sull'attraversamento pedonale rialzato costruito in corso XXV Aprile, non distante dalla scuola dell'infanzia che sorge nei pressi del supermercato UNES. Finanziato con i fondi del PISU, il manufatto, una volta terminato, ha immediatamente creato qualche perplessità tra gli automobilisti di passaggio a causa della pendenza del dislivello, tanto da essere stato scambiato per un nuovo dosso rallentatore. E' bastato attraversarlo viaggiando a 50 km/h per capire che qualcosa è andato storto nella costruzione e che, come denunciato dagli automobilisti, è stata data eccessiva pendenza tanto da renderlo, di fatto, una specie di rallentatore in cemento armato. Il Codice della Strada vieta espressamente la collocazione dei dossi sulle strade usate in via preferenziale dai mezzi di primo soccorso, come in effetti avviene in corso XXV Aprile. Anche l'assessore ai lavori pubblici, Alberto Ghigo, ammette che l'attraversamento è stato costruito in maniera errata: «L'idea non era quella di fare un dosso, ma un attraversamento pedonale rialzato – spiega – Abbiamo già contestato all'impresa che le pendenze non sono quelle previste e presto si interverrà per sistemarlo definitivamente».

Il M5S interpella sulla bretella dell'OBI
Spostandoci meno di un chilometro dall'attraversamento di corso XXV Aprile arriviamo in corso Ivrea, sulla grande rotonda che collega l'ingresso alla città con la nuova bretella dell'OBI. Inaugurata a fine agosto, e secondo l'amministrazione strategica per alleggerire il traffico sull'asse corso Ivrea, rotonda Esselunga, corso Torino, la nuova strada è diventata oggetto di un'interrogazione del Movimento 5 Stelle. I pentastellati Giargia e Serpa lamentano che la pista ciclabile non sia ancora percorribile dai ciclisti per la presenza di scavi lungo il percorso. Ieri mattina, giovedì, gli scavi erano stati chiusi, ma la pista ciclabile risultava ancora interrotta da barriere "new jersey", buche e cancellate mobili. I Cinque Stelle chiedono quindi al sindaco perché, nonostante l'inaugurazione recente, sia stato necessario spaccare un'opera appena costruita e i motivi per cui si è dovuto scavare sulla nuova pista ciclabile. Altre problematiche della bretella riguardano la carenza di segnaletica verticale che indichi agli automobilisti la nuova via come strada prioritaria per raggiungere la statale per Torino, grossi centri come Villanova, San Damiano e Baldichieri, ma anche l'autostrada "Torino-Piacenza". Ieri mattina un cartello provvisorio, collocato nel centro della rotatoria, indicava la deviazione verso l'A21, ma secondo il Movimento 5 Stelle, la bretella sarebbe pressoché inutilizzata: «Forse non c'è segnaletica per tutelare i ciclisti costretti, dall'impercorribilità della pista ciclabile, a viaggiare su una strada che, per loro fortuna, è pressoché deserta» commentano i consiglieri di opposizione.

L'Asti-Cuneo al lavoro sulla futura TSO
Nel frattempo ieri mattina, giovedì, si è svolto in municipio l'incontro tra il sindaco Brignolo, l'assessore ai lavori pubblici Ghigo e Umberto Tosini, amministratore delegato dell'Autostrada "Asti-Cuneo". Oggetto della riunione la futura TSO di Asti il cui studio di fattibilità dovrà essere presentato a Roma, dall'Asti-Cuneo, entro due mesi. La società ha colto l'occasione per informare il sindaco di aver appena inviato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti il progetto definitivo per la realizzazione del tratto Roddi-Cherasco dell'A33. Si tratta del lotto comprendente, tra l'altro, la galleria di Verduno che manca per rendere funzionale il collegamento verso il capoluogo della Granda. Tosoni ha quindi comunicato che i progettisti della società concessionaria si sono messi al lavoro per realizzare lo studio di fattibilità della tangenziale sud ovest di Asti, lungo il tracciato del Borbore. «Nei prossimi giorni – spiegano il sindaco e l'assessore – i tecnici della società si incontreranno con i tecnici comunali per valutare le possibili scelte progettuali: allorché saranno individuate le soluzioni praticabili, le stesse verranno illustrate alla cittadinanza per arrivare a un progetto condiviso».

Riccardo Santagati

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